Ostia: brutale aggressione a calci e pugni alla fidanzata di 19 anni, ora in coma

L’ennesimo atto di femminicidio. Ancora una vittima di quell’assurdo istinto di violenza che nasce dall’ossessione del possesso, erroneamente scambiato per “amore criminale”. Perché la brutalità dell’aggressione subìta da Chiara Insidioso Monda, una ragazza di appena 19 anni, non ha altra giustificazione. Non c’è un perché che possa spiegare quei calci e quei pugni reiterati dal suo fidanzato, Maurizio Falcioni, un muratore romano di 35 anni, inferti anche su un corpo privato ormai della minima capacità difensiva. Di ogni reazione. Di qualunque risposta. Un corpo esanime: tragico epilogo di un pomeriggio passato a litigare, con il fracasso di quello strazio che rimbombava per i pianerottoli dello stabile dove vittima e carnefice convivevano, poi seguito da un ancor più assordante silenzio, rotto solo dopo poco dalle urla dell’uomo che, preso dal panico, è sceso a chiedere «aiuto per la fidanzata svenuta».

Ma Chiara non era semplicemente svenuta: era agonizzante, finita in coma per i calci e i pugni del suo compagno che, accecato da una assurda gelosia, l’ha pestata a sangue con una furia incontrollabile, infierendo sul suo corpo a mani nude, e sbattendole più volte la testa ovunque, fino a fracassarla. Un delirio irrefrenabile per cui la ragazza ora sta lottando tra la vita e la morte all’ospedale San Camillo di Roma, dove i medici che l’hanno soccorsa raccontano di «ferite compatibili con un investimento», segni di una violenza inumana. L’uomo, invece, è stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio e lesioni gravissime. Accuse che Falcioni – che ha piccoli precedenti per droga – ha continuato a negare fino al momento in cui si sono aperte per lui le porte del carcere: «Non l’ho picchiata – ripeteva –  ha avuto un malore, ha perso i sensi ed è svenuta». Lucido nel difendersi di fronte all’incredulità dei vicini del suo palazzo, in zona Casal Bernocchi a Ostia. Ostinato nel ripetere quella assurda versione dei fatti, a cui i carabinieri non hanno creduto. Inumano, invece, nell’aggredire: e quelle ferite, visibili purtroppo dalla testa alle gambe di quel corpo acerbo così martoriato, lo testimoniano drammaticamente, segni di un massacro che non lascia adito a dubbi o incertezze.

Le condizioni della giovane vittima, sottoposta ad un delicato intervento nell’ospedale romano dove è ricoverata, sono gravissime: ha subìto gravi lesioni al cranio, che in alcuni punti aveva profonde fratture, e si spera oltretutto di scongiurare seri danni al cervello. Quando hanno visto quelle ferite, i sanitari erano sconvolti. Il padre della diciannovenne, che si era sempre opposto a quella convivenza, ora non si dà pace, e spiega di aver già tentato di sottrarre sua figlia alla follia di quell’uomo. «Lo avevo denunciato – rivela – ma non sono riuscito a salvarla». A liberarla dalla morsa di una efferatezza inspiegabile, innescata da una gelosia cieca e da una rabbia feroce.