Nuove minacce a Scopelliti. Il governatore: «Ma io mi ricandido e chiedo a Cecchi Paone di fare il mio capolista»

«Caro Alessandro ho letto la tua lettera aperta pubblicata su l’Ora della Calabria e ti dico fin da adesso che se tu manterrai fede all’impegno assunto pubblicamente da oggi sei già non un candidato della mia lista ma il capolista del Nuovo centrodestra a Reggio Calabria». Lo ha chiarito in una nota il governatore Giuseppe Scopelliti, dopo un intervento di Alessandro Cecchi Paone sul quotidiano calabrese nella quale manifesta l’intenzione di trasferirsi in Calabria e di candidarsi alle prossime elezioni comunali a Reggio Calabria. L’intervento di Cecchi Paone è giunto dopo una polemica tra l’Arcigay e Scopelliti circa alcune dichiarazioni del governatore il quale, nei giorni scorsi, aveva sostenuto che tra i candidati per le comunali a Reggio Calabria ci sarebbero stati solamente uomini a cui piacciono le donne. Alla successiva reazione dell’Arcigay Scopelliti ha precisato di non avere nulla contro gli omosessuali. «Chi conosce la mia storia politica di trent’anni e quella personale – ha detto Scopelliti nella risposta a Cecchi Paone – sa perfettamente qual è la considerazione che ho sempre avuto nei confronti degli uomini indipendentemente dalle loro idee e preferenze, l’unica vera distinzione che ho sempre fatto, è su questa mi consentirai di essere sì discriminatorio, è tra le persone per bene e quelle che non lo sono, i mafiosi». Scopelliti poi nel corso di un forum all’Ansa ha fatto riferimento ai temi politici di maggiore attualità, in relazione anche alla sua adesione al Nuovo centrodestra in funzione, tra l’altro, di una sua possibile ricandidatura alla presidenza della Regione. «Entro marzo, quando è prevista la costituente del partito – ha spiegato – abbiamo l’obiettivo di raggiungere la cifra di settemila o ottomila circoli in tutta Italia. L’obiettivo successivo è quello dei diecimila circoli entro la fine dell’anno. L’unione del centrodestra nella Regione Calabria – ha detto ancora – ci ha permesso di non avere mai avuto problemi di coesione politica. La Calabria è stata anche un importante terreno di sperimentazione». Scopelliti ha anche rivelato che venerdì scorso in Consiglio regionale, nel corso dell’ultima seduta, gli è stata fatta recapitare una lettera contenente minacce ai suoi più stretti familiari. «Dopo le tante minacce ricevute dalla mia persona – ha detto il governatore – adesso hanno cambiato obiettivo e nel mirino c’è la mia famiglia. Si tratta di un fatto grave che fa aumentare il livello della pressione nei miei confronti da parte di ambienti criminali che tentano di condizionare le mie scelte ed il mio operato». Sul trasbordo delle armi siriane nel porto di Gioia Tauro, Scopelliti ha detto di avere chiesto al governo «certezze sulla loro pericolosità. La risposta è stata che questa può essere considerata un’operazione di routine anche perché ne sono state fatte di analoghe in passato proprio a Gioia Tauro».