Nome: Benito e Benita. Cognome: Mussolini. Nel fac simile per la scuola d’avviamento in Lombardia i nomi usati fanno rumore

Mario Rossi? Troppo banale, meglio un personaggio della storia, anche se ingombrante. Benito Mussolini è nato il primo gennaio del 1990 e quest’anno sosterrà l’esame della terza media. Ha una sorella gemella, Benita, nata ovviamente lo stesso giorno, e sia per lei, sia per il fratello, è arrivato il fatidico momento di decidere dove continuare gli studi. Non è uno scherzo, il nome  del Duce e della sua gemella appare nelle «istruzioni» a uso e consumo dei Centri di formazione professionali della Regione Lombardia per la compilazione online delle iscrizioni al prossimo, in particolare per il centro gestito dall’ente «Sacra famiglia» di Seriate. Il manuale è in formato pdf e consultabile in internet da tutti i professori, impiegati e dirigenti dei centri di formazione accreditati dal Pirellone che sono 859.  Ogni scuola accede al portale anagrafestudenti.servizirl.it dove nella parte superiore campeggia in bella evidenza la rosa camuna su sfondo verde e un banner con sei ragazzi con lo zaino in spalla. La schermata “facsimile” fornita dal sito della Regione riporta una scheda d’iscrizione nella quale appaiono (a mo’ di esempio) i nomi degli «alunni» Benito e Benita Mussolini che chiedono l’iscrizione ai corsi organizzati dalla Sacra Famiglia di Seriate. Negli esempi riportati compaiono appunto i nomi di Benito (codice fiscale: MSSBNT90A01L400B) e Benita Mussolini (codice fiscale: MSSBNT90A01L400F), nati in Italia il primo gennaio 1990, numero di telefono 02334455.  Le famiglie possono optare su tre modalità per poter iscrivere i propri figli: la prima opzione è quella on line (ma i «signori Mussolini» potrebbero non avere un pc o una connessione internet disponibile), la seconda è presentarsi nella scuola media frequentata attualmente dai figli e chiedere in segreteria di completare l’iscrizione, la terza possibilità è quella di recarsi di persona nel centro di formazione professionale scelto per proseguire gli studi. La notizia, più beffarda che “pericolosa”, è stata scovata dal sito del Corriere della Sera che la giudica «uno scelta di cattivo gusto anche in considerazione del fatto che l’apertura delle iscrizioni per le famiglie era il 27 gennaio. Il Giorno della Memoria…».