Milano, una lite tra clandestini finisce a colpi di mannaia. Chi vuole abrogare la Bossi-Fini è servito…

Una lite, un’aggressione con una mannaia, le telecamere di sicurezza che riprendono tutto: sembra la sequenza di un film, in realtà è quanto è successo lo scorso 4 febbraio nel mezzanino della Stazione centrale di Milano poco dopo le 23. Nel video delle riprese si vedono tre uomini, due di loro litigano, un terzo cerca di calmarli, o almeno di calmare quello dei due che a un certo punto tira fuori dalla tasca una mannaia da macellaio con una lama lunga 30 centimetri, e inizia a colpire l’altro. Lo ferisce al braccio e poi anche al volto. Le immagini vengono viste dalla centrale operativa della Polfer, dove vengono trasmesse le immagini delle oltre 250 telecamere posizionate in Stazione. Vengono subito allertati gli agenti, che in questo modo riescono a bloccare l’aggressore nella vicina via Sammartini, dopo una colluttazione. Il ferito è un tunisino di 39 anni, senza fissa dimora. Nell’aggressione ha rimediato una serie di ferite che all’ospedale Niguarda, dove è stato medicato, hanno richiesto cinquanta punti soltanto al volto. Anche l’aggressore è un senza tetto, uno di quelli che tutto il giorno girano intorno la Stazione centrale e poi se ne vanno all’una quando chiude, andando forse in qualche rifugio. Si chiama Abdel Kader Farth, è algerino, irregolare, ha 31 anni e una serie di precedenti per resistenza e per delitti contro il patrimonio. Adesso è stato arrestato per il tentato omicidio del tunisino, probabilmente un suo conoscente, come l’uomo che ha cercato di dividerli. Quello che non si sa è il motivo della lite: forse un bicchiere di vino (entrambi erano ubriachi) forse qualche altro motivo futile.

L’aggressione ha ricordato ai cittadini milanesi il grave problema della sicurezza che affligge la metropoli lombarda al pari delle altre, grandi città italiane. Del diffuso senso di allarme sociale si sono fati interpreti vari esponenti del centrodestra meneghino, che hanno puntato l’indice contro la politica del governo in materia  di  immigrazione, “svuotacarceri”. «Algerino aggredisce con una mannaia tunisino, in centro a Milano. Ottimo esempio di integrazione riuscita – ha osservato il segretario della Lega Nord Matteo Salvini -. Si attendono benemerenze e cittadinanze in omaggio per i due migranti esuberanti. A casaaa! E a casa anche chi li difende e li coccola». L’assessore alla Sicurezza della Regione, Simona Bordonali, ha ricordato quando Adam Kabobo ha ucciso tre passanti a colpi di piccone. «Ha fatto scuola – ha commentato – ed è chiaro come episodi di questo tipo portino a giudicare in maniera ancora più critica e negativa alcuni provvedimenti recenti del governo, penso in particolar modo al decreto  svuotacarceri  e all’abolizione del reato di immigrazione clandestina», mentre l’ex vicesindaco Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) ha parlato di una «città allo sbando».