Maxi-retata di polizia e Fbi contro ‘ndrangheta e mafia in salsa americana. Arrestato il boss Francesco Ursino

La ‘Ndrangheta alleata con famiglie mafiose americane per il traffico internazionale di eroina e cocaina. Maxi-blitz tra Italia e Usa: centinaia di uomini della Polizia e dell’Fbi stanno eseguendo arresti e perquisizioni in diverse regioni italiane e negli Stati Uniti. L’inchiesta – coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria – avrebbe scoperto che la potente cosca degli Ursino di Gioiosa Ionica gestiva le rotte della droga in contatto con i Gambino di New York. Sono incorso altre perquisizioni. I dettagli della maxi-retata saranno resi noti in una conferenza stampa in programma a Roma nella sede della Procura nazionale antimafia. All’incontro parteciperanno magistrati di Reggio Calabria e New York, oltre ad investigatori italiani e statunitensi. Sono complessivamente 26 i provvedimenti restrittivi destinati a soggetti in Italia e negli Stati Uniti. Otto sono destinati a persone residenti negli Stati Uniti, dove si trova un team di funzionari del Servizio centrale operativo della Polizia, mentre 18 riguardano soggetti in Italia, dove stanno operando anche uomini dell’Fbi. Oltre 40 le persone indagate. L’operazione ha portato all’arresto anche di Francesco Ursino, considerato a capo dell’omonima cosca di Gioiosa Ionica e figlio del boss Antonio (già in carcere), e Giovanni Morabito, nipote del boss Giuseppe detto “u’ tiradrittu”, storico padrino della cosca egemone nella zona ionico-reggina, detenuto anche lui.

Ieri Cosa Nostra, oggi la ‘ndrangheta: il blitz della Polizia e dell’ Fbi  è la prosecuzione dell’operazione del 2008 che fu chiamata “Old Bridge” – anche quella condotta in collaborazione tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e il Federal Bureau of Investigation – e che svelò le connessioni nel traffico di droga tra le famiglie mafiose siciliane e quelle oltreoceano. Quasi sei anni dopo, però, al posto dei clan palermitani è subentrata la ‘ndrangheta che si conferma l’organizzazione criminale italiana più potente e l’unica in grado di trattare direttamente con i cartelli sudamericani. L’indagine, sottolineano inoltre gli investigatori, dimostra proprio la forza dei cartelli calabresi e le mire espansionistiche delle ‘ndrine, che puntano a trovare nuovi alleati per “allargare” il proprio mercato. Con l’operazione “Old Bridge” la polizia e l’Fbi ruppero l’alleanza fra le famiglie mafiose palermitane collegate a Salvatore Lo Piccolo e appartenenti alla famiglia Gambino di New York, la stessa con cui erano in “affari” alcuni degli arrestati di oggi. Nel febbraio di 6 anni fa furono arrestati, con le accuse di associazione mafiosa, omicidio, estorsioni e altri gravi reati, una ottantina di persone. Le indagini accertarono, in particolare, i legami tra Cosa Nostra americana e gli esponenti delle famiglie del mandamento di Passo di Rigano – Boccadifalco, storica emanazione negli Usa di Cosa Nostra siciliana. E proprio negli Stati Uniti trovarono rifugio diversi mafiosi palermitani, tra cui gli Inzerillo, che riuscirono a scappare alla mattanza messa in atto dai Corleonesi di Toto Riina negli anni ottanta.