Marò, l’India verso la rinuncia alla pena di morte. Nuovo duello tra Bonino e La Russa

L’India probabilmente si è resa conto di avere torto sulla vicenda dei marò, e non sa come uscirne con dignità. Ma con l’Italia ha gioco facile, perché il nostro governo non ha intenzione di mettere Nuova Delhi con le spalle al muro, ossia non  ha il coraggio di proclamare l’innocenza dei due fucilieri di Marina. Tuttavia il governo indiano avrebbe deciso di rinunciare all’uso della legge anti-pirateria (Sua Act), che prevede la pena di morte, per costruire l’accusa nei confronti dei marò. Lo ha appreso l’Ansa a Nuova Delhi. Secondo fonti governative indiane, la nuova posizione sarà presentata nell’udienza lunedì prossimo in Corte Suprema. «Non sono solito reagire ad illazioni di stampa, positive o negative. E comunque queste non ci fanno cambiare rotta», ha commentato Staffan de Mistura su queste indiscrezioni. «Quello che farà testo – ha detto l’inviato speciale del governo italiano sul caso dei due fucilieri di Marina – sarà una decisione della Corte Suprema oppure un annuncio ufficiale da parte delle autorità governative indiane. Qualora questo avvenisse noi ne prenderemo atto ma continueremo con una strategia determinata e mirata». Strategia che per la verità pochi italiani hanno compreso finora. Intanto prosegue il duello a distanza tra l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa e il ministro degli Esteri Emma Bonino: «Il ministro Bonino, prima di accusarmi, avrebbe dovuto studiare l’iter della legge o almeno rileggere le dichiarazioni di quei tempi. Avrebbe scoperto che questa è una legge voluta dal centrodestra e dal Pd. E l’unico che si oppose ero io che sostenevo che piuttosto che impiegare i militari sarebbe stato più opportuno rivolgersi ai contractor». Così La Russa, che ha aggiunto: «La legge, assolutamente bipartisan, fu votata da tutto il Parlamento tranne 22 voti della sinistra radicale. Detto ciò però, io che ero contrarissimo, devo ammettere che forse avevano ragione loro perché ha fatto abbattere il numero degli attacchi dei pirati alle navi italiane». Infine, c’è un perfido ma efficace cinguettio di Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia, che così sintetizza la situazione: «Con Mario Monti ed Enrico Letta acquisita maggiore credibilità e peso internazionale? La condotta India su caso Marò certifica l’esatto contrario…».