Maltempo, Roma si lecca le ferite. Oggi lo stop (senza preavviso) della metro. Marino travolto dalle polemiche

È bastato un giorno di pioggia per mettere in ginocchio Roma. Le immagini trasmesse dai tg hanno mostrato una Capitale allo sbando: con frane, voragini, corsi d’acqua minori esondati, il Tevere è un sorvegliato speciale il suo livello è salito in modo pericoloso (dodici metri registrati alle 19 di ieri sera  dalla stazione di rilevamento di Ripetta, cinque metri oltre la soglia di riferimento banchine, fissata a sette metri). Ottantacinque i millimetri di acqua in ventiquattr’ore. Ma in alcune zone  si è arrivati a 130 millimetri. E al risveglio nuovi disagi per i romani. Per ragioni tecniche la Linea B della metropolitana è stata interrotta nel tratto tra Castropretorio e Garbatella. In servizio ci sono dei bus sostitutivi. Case e scantinati allagati, abitanti sui tetti, centinaia  di famiglie evacuate, salvataggi in gommone e migliaia di cittadini bloccati nelle strade trasformati in torrenti. Tragedia sfiorata a Monti di Creta  con strutture sommerse dalla terra.
Le squadre operative della Protezione Civile di Roma hanno effettuato circa duecento interventi tra disostruzioni tombini e caditoie, potature straordinarie, rimozione alberi, smottamenti e allagamenti diffusi. Più di duemila le chiamate alla sala operativa per richieste di intervento, informazioni e segnalazioni. Problemi anche negli ospedali, a causa del nubifragio  e degli allagamenti al san Camillo Forlanini  dopo una serie di sbalzi di corrente  la direzione sanitaria  ha sospeso alcuni interventi chirurgici in programma ieri mattina. Ora passata l’ondata di maltempo Roma si lecca le ferite e Marino, travolto dalle polemiche, si difende male. L’accusa che è arrivata da più parti parla di cattiva gestione dell’emergenza e soprattutto di cattiva manutenzione: dietro agli allagamenti ci sono infatti tombini ostruiti da foglie e rami. Il sindaco Marino nel tentativo maldestro di tenere le polemiche sotto controllo ha minimizzato nel parlare di un “fenomeno di portata eccezionale”, affermando che «in alcune zone della città è caduta una quantità straordinaria di pioggia, in altre molto meno. Si sono registrati gravi danni e situazioni molto problematiche». Marino ha coordinato l’unità di crisi del Campidoglio, si è spostato nei principali teatri dell’emergenza, rivendicando di aver tenuto aperte le stazioni della metropolitana. «È molto più difficile intervenire nelle zone dove si è costruito ricorrendo sistematicamente all’abusivismo edilizio – ha sottolineato – o addirittura coprendo con l’asfalto alcuni canali per le acque, come a Piana del Sole e Infernetto». Il sindaco ha sfoggiato sicurezza nel dire che tra agosto e settembre sono stati «puliti 25mila tombini». A Roma però per sua stessa ammissione ce ne sono «cinquecentomila». Critiche a pioggia dall’opposizione e dai cittadini. La rete è stata impietosa e Marino è divenato “sottoMarino”. «Nel bene e nel male io ci ho sempre messo la faccia, in tutto quello che facevo e spesso ho pagato per averlo fatto – ha affermato l’ex sindaco Gianni Alemanno, ora all’opposizione – Marino invece preferisce defilarsi ma non credo sia questo l’atteggiamento giusto. Un sindaco deve sempre essere in prima linea in mezzo ai cittadini». Il Codacons ha accusato il sindaco di non avere preso misure adeguate e ha aggiunto che parlare di “fenomeno eccezionale” é «una giustificazione inaccettabile che i cittadini rispediscono al mittente».