Madrid, poche prostitute alla marcia contro il sindaco che vuole vietare il meretricio per strada

Le prostitute di Madrid sono scese sul piede di guerra e hanno marciato nel cuore di Madrid per dire “no” alle multe fino a tremila euro per i clienti, che il Comune a guida del Partido Popular si appresta ad approvare nell’ordinanza di “convivenza cittadina”. Ad aprire la crociata contro la compravendita di sesso il sindaco Ana Botella, moglie dell’ex premier José Maria Aznar, che vuole vietare la prostituzione in strada, perché «va contro la dignità dell’essere umano». Nella bozza d’ordinanza del sindaco è incluso il divieto «a sollecitare, negoziare o accettare, direttamente o indirettamente, servizi sessuali, e la loro pratica nello spazio pubblico». Una crociata, quella del sindaco Botella che – in una città in cui, secondo i sondaggi dello stesso municipio, circa il 46% dei giovani è indifferente alla visibilità del fenomeno, mentre il 61% delle donne e il 62% degli uomini vorrebbe legalizzarlo – trova pochi adepti nelle stesse fila del Pp. Alcune decine di prostitute si sono radunate sotto sguardi divertiti o perplessi dei passanti all’angolo di Puertra del Sol con calle Montera, la strada centralissima con la maggiore concentrazione di prostitute. Un minicorteo ha poi percorso i 400 metri della strada – sulla quale vi è anche un comando di polizia municipale – fino ad arrivare alla Gran Via, che delimita un’altra zona in cui avviene il meretricio nella capitale spagnola. L’ordinanza non prevede multe per le prostitute perché, secondo studi del Comune, il 98 per cento delle donne è vittima di violenze e costrizioni. «Multare i clienti significa multare noi», hanno sostenuto le prostitute le quali reclamano anche spazi dove esercitare con discrezione e sicurezza la professione. «Per noi è un lavoro che ci permette di dar da mangiare ai nostri figli. Tra di noi ci sono single o donne che sono rimaste senza un lavoro comune perso a causa della crisi». Secondo stime di associazioni assistenziali, a Madrid le prostitute che esercitano per strada sarebbero almeno duemila, una cifra ritenuta però bassa rispetto a quella reale.