Lufthansa contro l’accordo tra Alitalia e gli arabi. Lupi: «Se i tedeschi protestano, è buon segno»

«Siamo nella fase più importante della trattativa, che parte questa settimana con lo scambio di informazioni per redigere insieme il nuovo piano industriale di Alitalia all’interno della logica Ethiad, per mettere in sicurezza l’azienda e guardare con serenità al futuro». Così l’amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, intervistato in esclusiva a “L’Economia Prima di Tutto” su Radio1 Rai, in merito al rush finale di trattativa con gli arabi di Ethiad. Ottimista il numero uno della compagnia anche sulla trattativa con i sindacati, che prosegue dopo che l’azienda ha ritirato la proposta di cassa integrazione a zero ore: «Continueremo nelle prossime ore la discussione con sindacati, penso che il senso di realismo avrà il sopravvento». Ma la compagnia aerea Lufthansa attacca il progetto di alleanza attualmente in discussione tra Etihad Airways e Alitalia, definendolo una forma di aiuto di Stato mascherato. «Noi chiediamo alla Commissione Ue – si legge in una nota del gruppo tedesco – di proibire tali tattiche di aggiramento» delle regole della concorrenza. Una eventualità che non ravvisa il vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, «Si vedrà una volta raggiunto l’accordo ma allo stato non mi pare che la trattativa comporti una violazione delle regole della concorrenza». Per Tajani, invece «è positivo che si vada verso una soluzione della vicenda industriale di Alitalia anche in vista del’Expo 2015, è positivo che ci sia un vettore nazionale forte per incrementare il turismo, soprattutto sul lungo raggio, in Italia e in Europa».
L’allarme di Lufthansa per il possibile accordo con Etihad? «Conferma che Alitalia è sulla strada giusta – commenta il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi – Aiuti di Stato? Aggiramento mascherato delle regole della concorrenza? Sembra piuttosto Lufthansa quella che teme la concorrenza». Il ministro sottolinea che si tratta di «una trattativa tra privati. Al governo italiano, come al governo di ogni Paese, spetta la politica nazionale delle infrastrutture, e in questo senso sta solo facendo il suo dovere auspicando a livello politico che l’accordo vada in porto. Non permetteremo che si continui a usare l’Unione europea come alibi per bloccare, in questo caso sì, la concorrenza nel comparto aereo. Capiamo il fastidio di Lufthansa nel veder crescere un concorrente a livello europeo e mondiale, ma non possiamo accettare che si usi l’Europa per impedire che l’Italia giochi il suo ruolo in un settore strategico per il nostro paese».