L’Ucraina sull’orlo della guerra civile. Bagno di sangue per le strade di Kiev, almeno cento i morti

«Muoio». È il drammatico tweet postato da un’infermiera ucraina di appena 21 anni, Olesya Zhukovskaya in piazza per protestare contro il governo di Kiev. Di lei si sa solo che è stata colpita al collo, come dimostra una foto che la ritrae mentre tiene una mano sulla ferita e nell’altra stringe il telefonino, mentre viene soccorsa e la sua giacca bianca si ricopre di sangue. Il messaggio ha fatto il giro della rete, ritwittato oltre 1.900 volte e ripreso dai media internazionali. E così la foto. Centinaia di messaggi hanno seguito quello di Olesya, qualcuno su Facebook ha scritto che è viva, attaccata ad un respiratore, mentre altri hanno confermato che la ragazza è morta, poco dopo il suo tweet. A Kiev si muore: sarebbero circa 100 i morti nelle ultime ore in Ucraina, e 500 i feriti, secondo quanto ha detto il coordinatore dell’assistenza medica dei manifestanti citato dalla Cnn. «Oltre 60 manifestanti sono stati uccisi. Tutti sono morti per colpi d’arma da fuoco». Così all’Afp il responsabile dei servizi medici dell’opposizione Sviatoslav Khanenko. Secondo alcune notizie molti manifestanti sarebbero stati uccisi da cecchini appostati sui tetti. I poliziotti di Kiev comunque sono stati autorizzati a usare armi da fuoco per legittima difesa, dopo che erano stati presi di mira da spari. Lo riferisce il ministero dell’Interno ucraino in un comunicato: «Per preservare la vita dei poliziotti, è stato deciso di riportarli su posizioni più sicure e di utilizzare le armi, per legittima difesa. I poliziotti sono autorizzati a usare armi da fuoco», ha dichiarato il servizio stampa le forze di sicurezza del ministero. Sarebbero 67 i poliziotti ucraini presi prigionieri e tenuti in ostaggio dai dimostranti di piazza Maidan, a Kiev. Lo afferma il ministero dell’Interno ucraino. In precedenza si era parlato di una cinquantina di agenti catturati. Intanto il Cremlino ha annunciato l’invio di un emissario russo a Kiev incaricato di partecipare ai tentativi di mediazione, su richiesta del presidente ucraino, Viktor Ianukovich. Nella capitale ucraina sono già presenti, per colloqui con le parti su missione dell’Ue, i ministri degli Esteri di Germania, Francia e Polonia. Il mediatore russo – inviato a Kiev su incarico del presidente Vladimir Putin, come precisato dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov – è già arrivato nella capitale ucraina. Stando alle informazioni rimbalzate da Mosca, si tratta di Vladimir Lukin, diplomatico di lungo corso ed ex deputato liberale del partito Iabloko, nonché attuale rappresentante speciale del Cremlino per i diritti umani. Intanto si apprende che «l’ambasciata italiana a Kiev e l’Unità di crisi della Farnesina sono in costante contatto» con gli italiani residenti in Ucraina per garantirne la sicurezza. Lo ha detto l’ambasciatore italiano a Kiev Fabrizio Romano. «Sono 500 gli italiani iscritti all’anagrafe consolare, ai quali vanno aggiunto quelli di passaggio», ha spiegato Romano, assicurando che l’Unità di crisi ha inviato diverse email con consigli e inviti alla cautela in particolare a chi vive a Kiev e si sta attivando per assistere chi intende lasciare il Paese.