Sotto scorta i giudici del processo No Tav: Torino come ai tempi delle Br. Vietato abbassare la guardia
Sotto scorta i giudici del processo No Tav: Torino come ai tempi delle Br. Vietato abbassare la guardia
A Torino sembrano tornati i tempi delle Br. Giudici popolari e giudici togati del processo […]
Il Signor Rossi (Enrico) affetto da “nevrosi da Cav”. Una camomilla gli farebbe bene
Il Signor Rossi (Enrico) affetto da “nevrosi da Cav”. Una camomilla gli farebbe bene
Guai a confonderlo con il signor Rossi. Lui non è uno qualsiasi, si chiama Enrico […]
Scoppia la rivolta tra i senatori alfaniani: in una lettera ad Angelino il “male oscuro” di Ncd
Scoppia la rivolta tra i senatori alfaniani: in una lettera ad Angelino il “male oscuro” di Ncd
Il vascello di Ncd rischia di incagliarsi sugli scogli del dissenso interno. Sedici senatori alfaniani, […]

Lo slittamento della legge elettorale è un regalo a Letta e ai piccoli partiti

Lo slittamento della legge elettorale è un regalo a Letta e ai piccoli partiti
L'Intervento

I piccoli partiti hanno ottenuto un anno di proroga per la claudicante legislatura in corso. Matteo Renzi ha espresso il suo disappunto per la decisione della conferenza dei capigruppo della Camera dei Deputati di calendarizzare il prosieguo della legge elettorale a partire dall’11 febbraio. Sembra un piccolo dettaglio, visto che tra la prima data utile di martedì 4 e quella fissata di martedì 11 febbraio c’è soltanto una settimana di differenza, ma i pochi giorni di slittamento fanno durare certamente la legislatura un anno in più e questa è la ragione per cui Renzi non ha gradito.

Riprendere l’iter l’11 febbraio vuol dire approvare la legge alla Camera attorno al 20 febbraio, quindi far partire il tutto al Senato non prima di martedì 25 febbraio. Lasciando solo due settimane di lavoro alla commissione e poi due settimane all’aula di Palazzo Madama è prevedibile che il testo finale delle regole di voto non diventeranno legge prima di fine marzo. A quel punto scatteranno i 45 giorni entro i quali andranno ridisegnate le circoscrizioni, arrivando a metà maggio, data in cui la finestra elettorale sarà chiusa.

Se invece si fosse evitata la settimana dilatoria ottenuta dai piccoli partiti alla Camera Renzi e Berlusconi avrebbero anche potuto valutare l’ipotesi del voto in primavera, approvando tutto a metà marzo, definendo i collegi ad aprile con successivo scioglimento delle Camere e voto a giugno dopo i 45 giorni previsti come tempo minimo dalla Costituzione.

A questo punto la legislatura andrà certamente avanti per più di un anno e i protagonisti dell’accordo sulla legge elettorale devono decidere come utilizzare questo tempo a disposizione. È oggettivamente difficile che tutto possa restare com’è, con Letta al timone, Alfano in maggioranza, Berlusconi all’opposizione e Renzi con un piede dentro e uno fuori. O i tre protagonisti dell’intesa trovano un percorso comune col premier e individuano un programma condiviso per arrivare al 2015 o il rischio di un logoramento quotidiano del governo e dei partiti diventa concreto.

L’alternativa è un concreto cambio di passo,con Letta che decide di farsi da parte e Renzi che si assume la responsabilità di governare in prima persona o di dar vita ad un governo di scopo assieme con Berlusconi.

Le strade che il rinvio dell’approvazione alla Camera della legge elettorale ha aperto sono molteplici e probabilmente soltanto dopo il voto delle europee di maggio si capirà con quale governo e quale maggioranza arriveremo alle elezioni del prossimo anno.

OGGI IN L'Intervento

Torna nel Pd la guerra per bande. Sulla legge elettorale ne vedremo delle belle

Torna nel Pd la guerra per bande. Sulla legge elettorale ne vedremo delle belle
L'Intervento
E ora Renzi si fa due conti sull’Italicum. Ne dà notizia Repubblica ma ne avevamo già scritto su queste stesse colonne qualche giorno fa. Non ci […]

Commenta la notizia

SECOLO D'ITALIA - Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23-02-1976. Partita IVA/C.F. 10091541002 - Privacy