I libri della settimana: il mondo grottesco di Saunders, il romanticismo politico, storie di zombi virtuali e la vita del mercenario Moneta

Nella sua seconda raccolta di racconti, che l’ha consacrato come l’erede di Mark Twain e Kurt Vonnegut nel filone immaginifico della letteratura americana, George Saunders descrive un futuro prossimo in cui il consumismo e l’aziendalismo regnano incontrastati. I suoi personaggi sono ingabbiati in esistenze assurde e umilianti (chi deve interpretare il cavernicolo in un parco a tema interattivo; chi fa lo spogliarellista in uno strip club dove le clienti compilano severissime «Classifiche dei Carini»; chi cerca l’autostima in improbabili corsi motivazionali o l’amore nell’aula di un corso di recupero per automobilisti indisciplinati). Un mondo grottesco e tragicomico nel quale Saunders è però capace di inserire piccoli gesti di umanità e gentilezza capaci di far rinascere la speranza. (George Saunders, Pastoralia, Minimum fax, pp. 154, euro 9)

I luoghi comuni non sono solo irritanti banalità. Sono invece la prova che i secoli passano, le civiltà sorgono e tramontano, la tecnologia si evolve vertiginosamente, ma la natura umana rimane nei millenni uguale a se stessa. Per cui ci innamoriamo, tradiamo, invidiamo o rincorriamo le illusioni, oggi come nell’Antichità e nel Medioevo. È così che Umberto Broccoli riesce a individuare un eterno fil rouge delle emozioni che va da Properzio a Guccini, da Umberto Saba a Hermann Hesse. La lettura del suo Luoghi comuni è un serio invito a riflettere su se stessi, una scorribanda luccicante fra classici e pop, entrambi immortali. (Umberto Broccoli, Luoghi comuni, Rizzoli, pp. 414, euro 19,90)

Se abbastanza si sa nelle scuole e nelle università a proposito del Romanticismo tedesco, con i suoi autori, i suoi filosofi, i suoi artisti, non altrettanto si può dire della sua variante politica. Kolberg, Wartburg, Arndt, Jahn, Körner, le Burschenschaften, le Turnerschaften sono nomi di città, scrittori, combattenti, organizzazioni di studenti, per lo più ignoti in Italia anche alle persone più dotte e acculturate. Di qui l’idea di Nicola Cospito di presentare scrittori, personaggi, episodi, momenti non secondari nella storia della Germania a cavallo tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX e che presiedettero alla nascita del sentimento nazionale tedesco dopo che il suo orgoglio era stato calpestato a Jena dalle armate napoleoniche. Orgoglio riscattato sui campi di Lipsia proprio due secoli orsono. Una indagine, dunque, che getta nuova luce sul pangermanesimo ma che aiuta a comprendere anche la rinascita nel nostro tempo della cultura identitaria e la diffusione dell’etnonazionalismo come risposta al disordine del mondialismo e della globalizzazione (Nicola Cospito, Nazionalpatriottici, Edizioni all’insegna del Veltro, pp. 184, euro 15).

Il primo libro scritto a distanza: gli autori, la newyorkese giornalista Rai Mariaceleste de Martino e lo scrittore siciliano Giovanni Smeriglio, non si conoscono, pur essendo stati “amici” su un social network per tre anni. Lui a Messina, lei a Roma. Non si sono mai incontrati né visti. Ma si calano nei panni di 24 personaggi e seguono il filo logico della morte surreale che scaturisce in vita. E scrivono tutto il testo attraverso le vie di comunicazione virtuale, usando email, sms, la chat di Facebook e quella di Skype. I protagonisti di questo libro vivono per inerzia o per schemi. Esistono e non si chiedono neanche il perché. Sono simili agli “zombi”, ricordano le creature mostruose dei racconti letterari resi popolari dal cinema. Ecco chi sono i “morti che non se sono accorti” dei 12 dialoghi. Per rispettare il modo in cui è stato scritto gli autori hanno voluto farne un eBook, in vendita nelle librerie online e sul sito dell’editore: www. sognoedizioni.it. (M. de Martino, G. Smeriglio, Sono morti ma non se ne sono accorti,  Sogno, pp. 173, euro 3,50)

Dopo più di quarant’anni di assoluto silenzio, Tullio Moneta, uno dei più grandi protagonisti dell’epopea dei mercenari in Congo, torna a parlare di una delle pagine più controverse e dimenticate della storia africana del secolo scorso. Divenuto mercenario quasi per caso, dimostratosi uno dei combattenti più capaci del celebre Quinto Commando, quello dell’Oca Selvaggia, Tullio Moneta è stato anche attore in alcuni film d’azione, consulente militare e l’unico italiano tra gli organizzatori del tentato golpe alle isole Seychelles nel 1981. In queste pagine ripercorre con grande dovizia di particolari una storia di imprese e missioni militari che abbracciano un arco di tempo di quasi vent’anni. (G. Rapanelli- I. E.Ferrario, Mercenario, Ritter, pp. 144, euro 18)