L’Europa ci riprova, vuole sottometterci. Ma Renzi non può farlo, per rispetto di Berlusconi

Rieccola l’Europa che vuole imporci la sua volontà. Rieccola l’Europa dei poteri forti, quella che vuole ridurci all’obbedienza dopo averci sottomesso. Ha lasciato giocare il nuovo premier per qualche ora, un po’ come il gatto col topo, prima di cominciare a bussare alla porta, “toc toc”, e lanciare il primo avvertimento. Strano, perché si sa che Renzi è comunque legato a certi ambienti influenti, non è certo un ragazzino allo sbaraglio, al di là dell’immagine un po’ da bamboccione. Del resto, prima di fare le scarpe a Letta, è andato dalla Merkel per un colloquio a porte chiuse, dal quale è trapelato pochissimo. C’è un “ma” che insospettisce: l’ombra di Berlusconi. Tutti danno per scontato che il rapporto particolare tra Renzi e il Cavaliere sia solido, nel rispetto reciproco e nell’intesa venuta fuori nello storico incontro nella sede del Pd, un incontro che ha avuto un effetto mediatico enorme, rimbalzando sui giornali di tutto il mondo. Di conseguenza il neopremier, che ha tutto l’interesse a mantenere intatto il legame con il leader del centrodestra per evitare una figuraccia planetaria, non può certo abbracciare chi voleva cancellare Berlusconi dalla politica e chi ha fatto di tutto per sfrattarlo da Palazzo Chigi con l’ormai famoso golpe istituzionale, deciso ai piani alti della politica italiana, tedesca e francese. Ecco che Renzi, anche se lo volesse, non potrebbe inginocchiarsi davanti alla Merkel (nemica giurata del Cavaliere) come hanno fatto i suoi predecessori Monti e Letta. Proprio per questo spuntano gli altolà, i dubbi e i sospetti. E allo scoperto viene il quotidiano francese Le Figaro con un titolo “Renzi dimentica l’Europa” e un’analisi molto strana: «Siamo davanti a una dimenticanza, una colpevole negligenza o la volontà deliberata di prendere le distanze da un’Europa che impone i suoi comandamenti all’Italia, con l’approssimarsi di elezioni europee che dovrebbero vedere un boom euroscettico senza precedenti? Fatto sta che Renzi, nei discorsi pronunciati lunedì e martedì in Parlamento durante il dibattito per la fiducia al governo, ha deliberatamente sacrificato la politica estera, in particolare, il cordone ombelicale che lega l’Italia all’Europa». Le Figaro ricorda anche la decisione di Renzi di abolire l’incarico di ministro per gli Affari europei e sottolinea che il “Mr Europa” del nuovo governo «avrà il rango di sottosegretario. Non è affatto certo che Enzo Moavero Milanesi, che ha occupato quel ministero durante tre anni, accetti di venire relegato su quello strapuntino». Ma non solo. Per la sua prima visita all’estero, il nuovo premier «ha scelto di recarsi la settimana prossima, non a Berlino o Bruxelles, come hanno fatto i suoi predecessori, Mario Monti e Enrico Letta, ma a…. Tunisi». Una svolta negativa, secondo la prima analisi della stampa estera. E la colpa è sempre di Berlusconi, anche se nessuno lo dice. Perché è ormai chiaro che quella colpa altro non è che un grande merito.