L’addio di Saccomanni, il ministro dell’Economia che si credeva ministro dell’Agricoltura…

Ecco perché come ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni non ne ha indovinata una: perché pensava di essere il ministro dell’Agricoltura. Almeno a giudicare da come acidamente augura buon lavoro al suo successore: «Terreno dissodato e seminato. Troppo presto per il raccolto. I migliori auguri a Padoan per il lavoro ancora da fare». Così infatti Saccomanni ha salutato Padoan su Twitter. E non è finita: venerdì l’uscente Saccomanni si è congedato a via XX Settembre salutando i collaboratori: «Mi sento come un agricoltore – ha detto – che dopo aver dissodato il terreno e aver seminato poi si sente dire che deve andar via perché a febbraio – ha ironizzato – il grano ancora non si raccoglie. Sarà quindi chi verrà dopo a raccogliere i frutti di quello che abbiamo seminato». Il concetto è chiaro: mette le mani avanti per non cadere indietro. Dopo aver capito che nessuno gli avrebbe telefonato, ha messo le basi per dire che se qualcosa di buono uscirà dal governo Renzi, sarà merito del seminatore precedente, cioè lui. Temiamo però che nessuno se lo ricorderà mai… Ancora mercoledì scorso Saccomanni ci sperava: «Ho già detto che ci rifletterò se me lo chiedono», aveva infatti risposto a chi gli chiedeva se fosse disponibile ad entrare nel nuovo governo. Ma come poteva Saccomanni pensare che qualcuno lo avrebbe richiamato? Sicuramente sarà  stato animato da buonissime intenzioni – quelle di farci pagare sempre più tasse – ma come ha gestito le stangate e le mini stangate è stato esiziale per l’intero governo. Gli italiani che non sapevano quanto, quando e se avrebbero dovuto pagare questo o quel balzello, che assistevano all’imposizione della peggiore legge di stabilità degli ultimi anni. A gennaio poi Saccomanni ha messo la pietra tombale non solo sul suo dicastero ma probabilmente su tutto il governo Letta, quando asserì che le tasse si stavano riducendo e che vedeva la ripresa… Come se il disastro nei conti dell’Italia non fossero affar suo. E un tweet lo cinguettiamo pure noi: Saccomanni, bye-bye…