La maggioranza chiede una verifica di governo. Sul decreto “svuota carceri” è ancora bagarre alla Camera

«Si è evocata, mi pare da parte di tutti, la necessità che rapidamente il presidente del Consiglio chiuda una verifica politica di governo». L’annuncio del capogruppo alla Camera dei Popolari per l’Italia, Lorenzo Dellai, dopo l’incontro tra i capigruppo della maggioranza e il premier Letta delinea nuovi scenari per l’esecutivo.  «Da parte nostra si è solo detto: benissimo ci concentriamo su questi decreti, sarà un febbraio impegnativo ma nel contempo è urgente che il governo chiuda questa fase di verifica o di rilancio» anche per rendere «più forte il profilo politico» dell’esecutivo. Un punto sul quale ha insistito anche il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. «Che il coordinamento si rendesse necessario è risultato evidente anche alla luce della complicata gestione dei lavori parlamentari nelle ultime sedute. All’ordine del giorno i decreti in scadenza, a cominciare da Destinazione Italia, e l’ingolfamento dei lavori alla Camera, con l’impegnativo dibattito sulla legge elettorale. Rimane necessaria – ribadisce il vicepresidente di Centro Democratico – una forte iniziativa del governo sui temi sociali ed economici. Con effetti visibili da subito». Un’urgenza sulla quale insiste anche Scelta Civica. «Siamo a febbraio e nemmeno è cominciata la discussione sul patto di coalizione, cioè sulle cose da fare. Figuriamoci quando cominceremo a farle. Qualche tatticismo in meno e un filo di coraggio in più potrebbero solo che fare bene al Paese», incalza Enrico Zanetti, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera. Il solenne impegno, da parte di tutti, resta quello di far approvare in tempo utile dal Parlamento tutti i decreti in scadenza. A cominciare dal decreto carceri sul quale questa mattina si sono vissuti momenti di tensione. Tra le fasi più concitate della discussione, quella in cui Gianluca Buonann ha tirato fuori un cartello contro il Pd accusandolo di essere «complice dei mafiosi». Dopo due richiami il deputato leghista è stato espulso dall’aula dal vicepresidente Di Maio. Buonanno ha replicato lo show di martedì, quando avea sventolato in emiciclo le manette dopo il voto di fiducia. L’ostruzionismo del Carroccio e del M5S ha prodotto oltre 120 ordini del giorno Regolamento alla mano, la fine dell’esame degli ordini del giorno sul provvedimento non arriverà prima di sera: è pertanto possibile che si vada in seduta notturna (fino alle 24). A meno che i capigruppo non decidano per la seduta fiume, senza interruzione fino al voto finale.