La giunta Marino ha una nuova urgenza: cercasi esperti di gay, lesbiche e trans

L’alluvione che ha messo in ginocchio la Capitale? Gli sfollati? La drammatica situazione della viabilità cittadina? Per il sindaco di Roma, Ignazio Marino i grattacapi sono altri. Il Campidoglio non ha mai avuto un esperto di gay e di lesbiche. E questo toglie il sonno al primo cittadino e alla sua giunta. Della necessità di trovare con la massima urgenza un consulente per i gay per il Campidoglio ci informa il quotidiano Il Tempo, che riferisce di una circolare che da lunedì sta facendo il giro degli uffici capitolini. All’interno dell’assessorato alle Pari opportunità è stata diramata una circolare dove si fa richiesta di personale interno che dovrà essere destinato al «servizio Lgbt». Acronimo entrato nel linguaggio burocratico che sta per «Lesbiche, gay, transgender». Per questo nuovo ufficio la circolare annovera una serie di figure professionali. Tra queste, un funzionario del Campidoglio che abbia competenze sulle tematiche lesbiche, gay bisessuali, transessuali e un istruttore amministrativo con analoghe competenze sulle stesse tematiche. «Il tempo per rispondere è fissato in dieci giorni, poi si procederà alla chiamata esterna». E se nessuno dei ventiquattromla dipendenti del Comune di Roma (il numero di tutti i dipendenti pubblici dell’Estonia) risponderà ai requisiti richiesti, non essendo abbastanza preparato sul tema Lgbt, il Campidoglio si troverà costretto ad assumere nuove figure esterne. Perché, neanche a dirlo, il Comune di Roma senza l’esperto gay non può assolutamente andare avanti. La giunta Marino non è nuova a queste istanze improvvise che ottengono solo l’effetto di pesare sul bilancio cittadino. All’inizio del 2014 il sindaco si era accorto di non sapere il francese e di avere assolutamente bisogno di qualcuno che gli facesse da interprete in occasione di incontri con le autorità transalpine. Per l’occasione è stata assunta part time una interprete francese madre lingua con un “contrattino” da undicimila euro. Anche quello a spese del Campidoglio.