La Francia non ne può più delle femen. E una ex attivista confessa: «Si comportano come una setta»

Nel febbraio dello scorso anno era fra le attiviste andate a Notre Dame a festeggiare, a seno nudo, le dimissioni di Benedetto XVI. Oggi è una femen «delusa» dai metodi «settari» del movimento. È la storia di una militante trentenne che si fa chiamare Alice e che avverte: «Femen trasforma il tuo corpo e il tuo spirito. Se parli troppo ti cacciano». Quando fai parte del movimento, ha spiegato al quotidiano Le Figaro, «non esisti più come individuo. Non pensi più autonomamente, ma come gruppo. Devi ripetere di continuo i principi fondamentali perché ti entrino in testa». Un impegno totalizzante nel quale, ha proseguito Alice, «devi essere disponibile 24 ore su 24, a scapito del lavoro e della vita di coppia». Soprattutto, a dispetto dei proclamati principi di emancipazione, libertà e tutela dei diritti, devi «accettare di essere sottomessa» e «indottrinata». La confessione di Alice, che sottolinea di non essere «pentita» ma «delusa», arriva alla vigilia del processo per quella azione choc a Notre Dame. Il procedimento si aprirà il 19 febbraio, quando la capofila Inna Shevchenko e le altre dovranno comparire davanti al tribunale di Parigi. In Francia è il primo processo contro le militanti del gruppo nato nel 2008 in Ucraina e che ha scelto la Ville Lumière come quartier generale. Di recente, però, le attiviste hanno dovuto lasciare la base parigina per trasferirsi a Clichy, nella periferia nord e, da una quarantina di militanti che erano, «sono diventate una quindicina», ha confidato ancora Alice a Le Figaro. «Con questi principi il movimento non può andare avanti», ha commentato la ex militante, che sta scrivendo un libro nel quale racconta il suo anno e mezzo da femen. In Francia il movimento è sempre più contestato, per azioni quanto mai indigeribili, tanto più che sembrano avere il solo scopo di dissacrare. Sempre a Parigi una di loro aveva mimato l’aborto della Vergine nella chiesa della Madeleine. La foto di tre femen che fanno il saluto nazista, poi, ha fatto il giro dei social network. Una petizione su internet, cliccata in poche ore più di 6mila volte, chiede il ritiro del francobollo dove il volto della Marianne è ispirato alla bionda Inna. Per molti, «un insulto alla Republique». Sabato, per la prima volta, centinaia di militanti di destra, conservatori e cattolici, si sono riuniti a Parigi per denunciare le azioni «sacrileghe» del gruppo e chiederne lo scioglimento. E sulla vicenda sono intervenuti anche alcuni deputati dell’Ump, che hanno fatto appello al ministero dell’Interno Manuel Valls perché intervenga contro un movimento giudicato «satanico». Ma anche perché si faccia luce sui metodi poco chiari di finanziamento del gruppo.