La disoccupazione a gennaio tocca il 12,9%, record negativo da 35 anni. Renzi: risolvo io con il “Jobs Act”

La disoccupazione schizza alle stelle: picco negativo dal 1977. A gennaio è balzata al 12,9%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su dicembre e di 1,1 su base annua. I disoccupati sfiorano i tre milioni e 293mila. Il tasso di disoccupazione giovanile sale al 42,4% (in aumento di 0,7 punti percentuali sul mese e di 4 punti sull’anno), anche qui un record dal 1977. Dati allarmanti che hanno spinto Matteo Renzi ad annunciare su Twitter un piano: «La disoccupazione è al 12,9%. Cifra allucinante, la più alta da 35 anni. Ecco perché il primo provvedimento sarà il JobsAct #lavoltabuona».

Nella media 2013 in Italia ci sono stati 478mila occupati in meno, con una contrazione più forte nelle regioni meridionali (-4,6%, pari a meno 282mila unità). Tra il 2008 e il 2013, gli anni neri della crisi, si contano 984mila occupati in meno, dunque quasi un milione. I dati arrivano dall’Istat che ha pubblicato le statistiche (provvisorie) su gennaio e la media del 2013. A gennaio i disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 690mila, in aumento del 2,4% nell’ultimo mese (+16mila) e del 6,9% rispetto a dodici mesi prima (+45mila). Sempre a gennaio gli occupati tra i 15 e i 24 anni sono risultati 937mila in calo dello 0,7% sul mese (meno 7mila) e del 9,4% sull’anno (-97mila). Il numero di giovani inattivi è pari a 4 milioni e 372mila unità, in calo dello 0,3% nel confronto congiunturale (meno 14mila) ma in aumento dello 0,5% su base annua (+20mila). Esaminando i dati sulla media 2013 emerge, ancora, come la discesa del numero di occupati (meno 478mila unità) riguarda essenzialmente i 15-34enni e i 35-49enni (rispettivamente meno 482mila unità e meno 235mila unità), cui si contrappone la crescita degli occupati con almeno 50 anni (+239mila unità). E ancora: tra il 2012 e il 2013 l’occupazione italiana è diminuita di 500mila unità, con il tasso di occupazione che si attesta al 55,3%. L’occupazione straniera aumenta in misura contenuta (+22mila unità). Il calo dell’occupazione interessa tutti i segmenti del mercato del lavoro: i dipendenti a tempo indeterminato (meno 190mila unità, pari a meno 1,3%), i dipendenti a termine (meno 146mila, pari a meno 6,1%) e gli indipendenti (meno 143mila unità, pari a meno 2,5%). Non solo, il dato di gennaio dei disoccupati è più che doppio rispetto a gennaio 2007, prima della crisi economica, quando i senza lavoro erano un milione 513mila. Il dato è particolarmente pesante per la disoccupazione maschile con gli uomini in cerca di impiego passati da 744mila di gennaio 2007 a un milione 810mila nello stesso mese del 2014 (+143%).