La Corte dei Conti contro la Bresso per i super-compensi a Fuksas, l’archistar amato dalla sinistra

Ancora polemiche e inchieste sul futuristico grattacielo che dovrà ospitare la Regione Piemonte, da due anni in fase di costruzione nell’area del Lingotto. A finire sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti sono le super-parcelle corrisposte dall’ex governatrice  Mercedes Bresso al team di professionisti guidato dall’archistar Massimiliano Fuksas che ha progettato l’edificio. Roberto Cota era stato il primo a dire no alla massima parcella di 22 milioni da pagare all’archistar e al suo team per progettare la nuova sede della Regione Piemonte: 41 piani fuori terra, 205 metri d’altezza, per oltre 260 milioni di euro. Per il governatore del Piemonte  si trattava infatti di uno spreco ingiustificato. Da qui l’inchiesta. La procura contabile ha investito del problema l’ordine degli architetti di Milano che ha giudicato eccessivo il compenso per Fuksas: quattro milioni e mezzo di euro in più rispetto ai limiti fissati dalle tabelle professionali. Nel 2010 la Bresso definì le polemiche «insulse», addossando a Ghigo la paternità del progetto. Per quei quattro milioni e mezzo la giunta Bresso ed ex funzionari sono finiti sotto l’occhio attento dei magistrati contabili. E per tutti l’accusa è quella di «mancato controllo sui conti» che avrebbero generato «un danno erariale». Fuksas, dal canto suo, intervistato dal Secolo XIX si è mostrato avvelenato: «Cosa ne penso? Ma che ne so. Ce lo venga a spiegare la Corte dei Conti che cosa c’è che non va. Non ho idea da dove arrivino quei soldi. E poi, se la Regione ha fatto male i conti, non è colpa mia. L’unica cosa di cui sono sicuro è che per quest’opera io e il gruppo di professionisti che mi ha affiancato abbiamo guadagnato sette milioni di euro. Sette milioni per quattordici anni di lavoro. Tanti ne sono passati da quando è uscito il bando a oggi. Quattordici anni in cui abbiamo continuato a lavorare. Alla fine ci ritroviamo con un edificio che è completamente diverso da quello iniziale. È assurdo». Fuksas ha lamentato che «con l’andare del tempo siamo stati del tutto estromessi dalla realizzazione del grattacielo. Risultato: quello che si sta costruendo è un’altra cosa rispetto a ciò a cui noi avevamo pensato. È questo che mi amareggia di più. Non tanto le inchieste e le polemiche sulle parcelle. Attorno a questo progetto è nato un guazzabuglio spaventoso. Sono successe cose allucinanti».