In edicola il nuovo numero di “Area”: le pensioni d’oro e le facce di bronzo

Il dottor Sottile in versione casual con rayban e completino da tennis pronto a sfoderare il suo servizio vincente. È l’immagine che campeggia sulla copertina dell’ultimo numero di Area in edicola, accanto al titolo Pensioni d’oro. Quella di Giuliano Amato è una delle tante “facce di bronzo” a cui è dedicato l’editoriale di Fabio Rampelli  dal titolo Pensioni d’oro pensioni di latta che denuncia il «senso di ingiustizia che prende alla gola quando si scopre che in Italia esistono centinaia di migliaia di persone che hanno versato contributi per andare in pensione con al massimo qualche migliaio di euro e, invece, arrivano a incassare cedole mensili fino a 90.000 euro. La cifra eccedente la paghiamo noi cittadini, attraverso tasse non più sostenibili, un livello di infrastrutture che sfiora il ridicolo, pensioni minime insufficienti alla sopravvivenza. Non ci sono soldi da riversare su queste priorità, dicono ciclicamente i vari ministri dell’economia che si alternano al ministero dell’Economia. Ma non è così».  Uno scandalo che fa pendant con quello degli stipendi d’oro, «autentici premi orizzontali distribuiti all’italica maniera, uno schiaffo alle difficoltà nelle quali s’arrabatta la maggioranza del popolo italiano». La proposta è quella di legare pensioni e retribuzioni alla ricchezza reale che l’Italia produce («è così inverosimile considerarci tutti una grande azienda dove a fine anno si distribuiscono gli utili e, quindi, si determinano i dividendi tra capo del governo, ministri, politici, sindaci, assessori, magistrati, segretari generali, manager pubblici, consiglieri d’amministrazione?»). Se la sezione politica del mensile è dedicata alle pensioni d’oro, il focus è occupato dall’abolizione della Bossi-Fini, «un dibattito che mastica pane, slogan, bugie e ideologia» e dalla riforma del pianeta giustizia oltre i diktat dell’Europa. E ancora terra dei fuochi, forconi, l’accordo Obama-Marchionne, la persecuzione dei cristiani nel mondo, il genio dimenticato di Alan Turing, protagonista delle pagine di cultura, “La ricerca di Proust” che ha compiuto cento anni e l’intervista a Gennaro Malgieri, Un conservatore davanti al pensiero unico.