Il rebus dell’Economia: AAA cercasi disperatamente ministro non tecnico

Matteo Renzi e Luca Cordero di Montezemolo si sono incontrati per un colloquio durato mezz’ora. Non si sa al momento che cosa si sono detti. Il presidente della Ferrari ha dichiarato che si è parlato di Alitalia.  Ma forse la conversazione ha riguardato anche altro… In questi giorni il premier in pectore non ha altri pensieri al di fuori  della possibile lista dei ministri da sottoporre all’attenzione di Napolitano. E si tratta di una gestazione ben più travagliata di quanto la maggior parte degli osservatori immaginava, ancora, al momento delle consultazioni per la formazione del nuovo governo. E il travaglio più rilevante riguarda una casella cruciale, o per meglio meglio dire la più cruciale di tutte: la poltrona di ministro dell’Economia. I turbamenti di Renzi non vengono tanto da Ncd, che pure ha fissato il non insignificante paletto di una politica no tax. Quanto piuttosto dal Colle, che ha energicamente frenato l’impeto “rivoluzionario” del giovane leader in politica economica, facendo sapere che il nuovo superministro non dovrà deviare dalla linea stabilita dai suoi predecessori. Non è possibile ancora valutare quanto sia  effettivamente “rivoluzionario” l’intento del presidente del Consiglio incaricato. Però l’idea che sulla poltrona più importante di via XX Settembre torni a sedere un politico, e non più un “tecnico”, appare giustamente a Renzi un modo per inviare un bel segnale di novità a un Paese prostrato da durissimi anni di rigore e di recessione.

La parola d’ordine lanciata dal Colle, dopo il confronto diretto con il premier incaricato (che le indiscrezioni di stampa raccontano durissimo) è invece continuità, continuità e ancora continuità, fino probabilmente al coma profondo dell’intero Paese. È l’asse Quirinale-Bce che continua a costituire l’anima d’acciaio delle istituzioni italiane, e che non ci sono primarie, convention, manifestazioni di massa, altisonanti rivendicazioni del primato della politica capaci oggi di indebolire in alcun modo. Addirittura in questi giorni si parla del gradimento di Mario Draghi per la conferma di Saccomanni, il che rappresenterebbe per Renzi un durissimo colpo di immagine, perché sarebbero in molti a chiedersi il senso di tanto, frettoloso sfratto di Letta da Palazzo Chigi. Si è parlato anche di Guido Tabellini. E, anche qui, se non è zuppa è pan bagnato, perché il Tabellini è un bocconiano doc e quindi anch’egli compatibile con il profilo dell’alieno proveniente dal pianeta della “tecnica” e dalla galassia dei poteri forti. Insomma, possibile mai che il responsabile della politica economica nazionale deve continuare a essere il garante di strategie decise al di fuori della politica e per giunta  dei confini nazionali? Sembra proprio un destino implacabile per l’Italia. Ammenoché… dall’incontro tra Renzi e Montezemolo non sia uscito qualche coniglio dal cilindro. Ma questo lo scopriremo solo vivendo.