Il maltempo continua a spaventare l’Italia. Si contano i danni ma è già in arrivo una nuova perturbazione

L’Italia continua a essere stretta nella morsa del maltempo, ostaggio di un’ondata di perturbazioni senza fine, che provocano frane, allagamenti, fiumi in piena e temperature sopra la media da Nord a Sud, mentre sulle Alpi orientali si registrano fino a oltre 5 metri di neve al di sopra dei 1.800 metri. Pioggia incessante al centro sud, dunque, neve al nord: e tra alluvioni e rischi di esondazione. Crolli: ancora ieri, un immobile disabitato è venuto giù a Ginosa, in Puglia, per fortuna senza provocare vittime, mentre a Cortina – dove nevica da sette giorni – oggi gli alpini sono intervenuti sul cedimento di un edificio scolastico, avvenuto per fortuna a scuola chiusa. E ancora, valanghe, strade allagate, smottamenti, intere zone isolate, cittadine evacuate, e danni di varia natura: il Paese, messo duramente alla prova da una serie inusuale di eventi meteo-idrogeologici di straordinaria intensità, presenta un conto che non sarà facile saldare. A partire dalla capitale che, a detta del sindaco Marino, interpellato a Radio Città Futura, dovrà calcolare «i danni e la necessità di interventi strutturali in centinaia di milioni di euro». Dunque, fa sapere il primo cittadino al suo deludente debutto nell’emergenza metereologica, i dieci milioni stanziati sono «pochissimi»: «Basta pensare – ha aggiunto – alla collina sulla quale ci sono gli edifici di piazza dei Giochi Delfici che in parte è franata sull’Olimpica, a sua volta, poi, parzialmente chiusa al traffico… È chiaro ci sono degli interventi di consolidamento strutturale che vanno fatti. Così come devono essere fatti degli interventi nella zona di Prima Porta, dove probabilmente dovranno essere impiantate nuove strutture di idrovore, oltre a quelle che già ci sono, come dovranno essere fatti interventi di risanamento urgente del manto stradale». E non che uscendo dalle mura della capitale le cose vadano meglio, anzi… Fiumicino, al quinto giorno di emergenza, è letteralmente sommersa dall’acqua, nonostante oggi non abbia piovuto. Di più: malgrado il meteo favorisca, in queste ore almeno, l’opera di assistenza e svuotamento dell’acqua dei canali di bonifica, la situazione rimane ancora molto pesante nell’area di Isola Sacra, dove i disagi, si stima, proseguiranno per giorni, e dove molte strade sono sott’acqua per almeno 30 centimetri. Anche stanotte, con l’ausilio dei 50 militari dell’esercito e di altri 150 uomini tra Protezione civile e forze dell’ordine, è continuata l’azione di soccorso. Le idrovore sono in azione al massimo regime, ma ancora risulta difficile abbassare il livello di alcuni canali, di conseguenza non è ancora possibile far defluire o sversare l’acqua che ha invaso centinaia di abitazioni, con punte di 50-70 centimetri. Gli abitanti, in tutto ciò, sono allo stremo: i volontari portano pane, latte e farmaci a chi è “prigioniero” in casa, e analoga distribuzione viene effettuata con i mezzi dell’esercito. Unico elemento di ritorno alla normalità in una condizione che è tutto, meno che normale, è la riapertura delle scuole.

Un caso emblematico, quello di Fiumicino, che si è replicato a macchia di leopardo in tutto il Lazio, tanto che il presidente della Regione Zingaretti ha firmato oggi la «richiesta di stato di emergenza per le province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo a seguito degli eventi atmosferici avversi del 31 gennaio 2014 e giorni seguenti». Richiesta inviata al Prefetto Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione civile.

Ma in questa fase, tra tregue parziali a altre perturbazioni in vista, tutta l’Italia si lecca le ferite e si rimbocca le maniche, nella prospettiva di affrontare nuove criticità: in Veneto, per esempio – dove un intero paese del padovano è stato evacuato a titolo precauzionale per un’alta percentuale di rischio alluvione – viene continuamente monitorato l’andamento del livello dei fiumi. E non è tutto: come Zingaretti, anche il presidente della Regione Luca Zaia ha dichiarato lo stato di calamità su tutto il territorio regionale per l’emergenza maltempo, con le nevicate eccezionali e la nuova allerta sul sistema fluviale.

A destare preoccupazione in Friuli Venezia Giulia, invece, sono le abbondanti e persistenti nevicate, con relativo pericolo valanghe. Dalla mattinata, allora, stanno operando sul territorio regionale 200 volontari occupati in interventi per allagamenti di strade e edifici, di prevenzione di esondazioni e sgombero neve. Il pericolo di valanghe, nella regione, è ancora a livello 4.

Uno stato d’emergenza diffuso, a diverso livello, su tutto il territorio nazionale, insomma, che sta impegnando da giorni ormai circa 400 militari dell’Esercito, che continuano ad essere dislocati in diverse regioni per fronteggiare danni e difficoltà del maltempo e soccorrere i cittadini. Una situazione che alza il livello di guardia e che viene costantemente monitorata, anche in considerazione del fatto che – a detta dei metereologi – non sono previsti miglioramenti a breve: il maltempo che ha investito l’Italia quasi tre settimane fa, con piogge, temporali e nevicate, infatti, continuerà a imperversare per tutta la settimana, con una nuova perturbazione prevista a partire da venerdì, che andrà a colpire gran parte del Paese, soprattutto il nord e le regioni tirreniche.