Il Festival è andato male, la Rai pagherà una “penale”. Tutta colpa di Fazio e Littizzetto

Vertici Rai sempre più nella bufera per i deludenti risultati del Festival di Sanremo. Adesso sul tavolo c’è il buco nei conti determinatosi a causa dell’insufficiente gettito pubblicitario, a causa degli accordi che prevedevano la messa in onda di spot gratuiti «in conseguenza dei bassi ascolti registrati da questa edizione». Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta ha presentato un’interrogazione al presidente della commissione di Vigilanza, Roberto Fico, in cui si chiede che Viale Mazzini renda noti «i costi e i ricavi» legati alla manifestazione canora della scorsa settimana. «Sabato scorso, 24 febbraio – scrive il capogruppo di Forza Italia alla Camera – si è conclusa la sessantaquattresima edizione del Festival della canzone italiana, con la conduzione, per il secondo anno consecutivo, del giornalista Fabio Fazio e della comica torinese Luciana Littizzetto. L’edizione di quest’anno ha fatto registrare, indubbiamente, un forte calo d’ascolti, sia per quanto riguarda le percentuali di share, sia per quanto concerne il numero degli spettatori; lo share medio ottenuto nelle cinque puntate del Festival di quest’anno è stato pari al 39,3%, rispetto allo scorso anno in cui la kermesse canora aveva superato il 47% di share, nella media delle cinque serate. L’altro dato, in controtendenza, ha riguardato i telespettatori, con una media delle cinque serate di 9 milioni, ben 3 in meno rispetto all’edizione 2013 del Festival, seguita da una media di 12 milioni di telespettatori». «Da notizie di stampa – afferma ancora Brunetta – si è appreso che la realizzazione del Festival 2014 avrebbe avuto un costo pari a 18 milioni di euro, 7 milioni dei quali riguardanti la convenzione con il comune di Sanremo. Si apprende anche che i ricavi pubblicitari netti sarebbero pari a 20 milioni 140mila euro. Nei giorni scorsi, sono state pubblicate numerose notizie, in relazione a possibili compensazioni pubblicitarie gratuite, che la Rai dovrebbe accordare, da contratto, ai propri inserzionisti, alla luce dei deludenti dati d’ascolto fatti registrare dall’edizione 2014 del Festival. In una nota stampa ufficiale, la Rai conferma che ci saranno, secondo le modalità consuete di mercato, eventuali spazi compensativi, laddove richiesti, senza però specificare l’impatto economico che avrà l’eventuale concessione di questi spazi pubblicitari per gli inserzionisti e quindi concessi da Rai a titolo gratuito». Brunetta chiede se il presidente e il direttore generale della Rai, Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, «intendano, anche attraverso la partecipazione ad un’audizione da convocare ad hoc presso la commissione di Vigilanza Rai, quantificare puntualmente tutti i costi e i ricavi sostenuti per la realizzazione dell’edizione 2014 del Festival di Sanremo, compresi i compensi percepiti dai conduttori, dagli ospiti e dai collaboratori». Chiede inoltre «se i vertici Rai non ritengano opportuno chiarire, se, in sede di definizione degli accordi pubblicitari per il Festival di Sanremo 2014, siano stati previsti e per quale ammontare, spot pubblicitari compensativi e quindi gratuiti, per gli inserzionisti che hanno acquistato spazi pubblicitari, che hanno avuto un effettivo valore inferiore a quello previsto in sede di conclusione di contratto». Insomma, al danno si sarebbe sommata la beffa: non solo Fazio e la Littizzetto sono stati lautamente pagati, ma a causa di una conduzione faziosa e insoddisfacente stanno costringendo la Rai a pagare delle penali. Qualcuno, alla fine, dovrà renderne conto.