Il centrodestra processa Grasso in aula, lui attacca ancora Berlusconi e Forza Italia lascia l’aula

Acque agitate a Palazzo Madama, dopo la decisione del presidente Grasso di costituire il ramo del Parlamento “parte civile” contro Silvio Berlusconi, nel processo di Napoli sulla compravendita dei senatori, decisione arrivata contro il parere della giunta per le elezioni. Questa mattina Grasso è arrivato in aula mentre la senatrice di Forza Italia Maria Elisabetta Alberti Casellati ne chiedeva le dimissioni. In precedenti interventi Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Lega e Gal avevano chiesto che venisse in aula a riferire in merito alla sua decisione. «Grasso si è comportato in maniera non leale. Dobbiamo aspettare che vada da Fazio o dalla Annunziata per sentirlo? Il primo dovere morale è venire in questa Assemblea a dire il perché delle sue decisioni», ha attaccato Maurizio Gasparri (Fi), vicepresidente del Senato. «Chiedo che sia il presidente a venire a spiegare le regioni giuridiche della sua scelta e del suo comportamento. In assenza di questo è difficile immaginare che i lavori possano mantenere quello spirito di serenità», sono state le parole del presidente dei senatori di Fi, Paolo Romani, che ha proseguito: «Non possiamo tacere di fronte alla scelta di far valere una propria opinione, spacciandola per una valutazione morale. Non gli compete e non ci convince. Non ha convinto noi ma neppure il consiglio di presidenza: interpellati uno a uno i membri si sono espressi in modo opposto rispetto alle scelte che il presidente Grasso ha poi assunto». «Mi associo alla richiesta del collega Romani: venga a riferire in aula. Da oggi questa istituzione è diversa, qualcosa di grave è accaduto: quella terzietà che deve caratterizzare il ruolo del presidente è venuta meno», ha aggiunto Maurizio Sacconi, capogruppo di Ncd al Senato. All’attacco di Grasso anche “figliol prodigo” Casini, che “da ex presidente della Camera” dice “che si tratta di una decisione strana”. «È una decisione insindacabile ma non indiscutibile. È  grave spaccare il Senato o l’organo di presidenza su un giudizio di carattere morale espresso dal Presidente. Spero che oggi in apertura di seduta voglia dare spiegazioni», ha detto Casini. Il Pd e Sel, invece, sono tutti arroccati in difesa di Grasso.

«Non ho umiliato il Consiglio di Presidenza. Sono andato alla seduta aperto ad ogni soluzione. Ma anche dopo aver sentito la senatrice Casellati dire che il Consiglio non era competente a decidere mi sono rafforzato nella convinzione che fossi io a dovermi pronunciare. Ricordo che non ci sono state votazioni», ha poi detto Grasso in aula, fino a quando s’è scatenato il caos per alcune parole del presidente. «Nel processo ci sono senatori.. fortunatamente ex senatori», ha detto a un certo punto Grasso, scatenando le ire di Fi, che hanno urlato e protestato. Ma Grasso ha continuato: «Fatemi continuare – precisa – mi riferisco al senatore De Gregorio». I senatori di Forza Italia e Gal hanno comunque deciso di lasciare l’aula del Senato per protesta contro la decisione di costituire il Senato come parte civile nel processo contro Berlusconi. Uscendo dall’emiciclo hanno gridato contro Grasso, ma il presidente ha continuato a parlare nonostante le proteste. «Vergogna, vergogna».