I “premi del mistero” a Fassino, la Kyenge e Prodi, manco fossero piccoli Einstein

Sono i premi del mistero. O meglio, i premi che servono a rinvigorire i personaggi della sinistra nostrana a corto di ossigeno e con l’immagine appannata. L’ultima notizia in ordine cronologico riguarda Piero Fassino che riceverà a New York il Grand Award of Merit, riconoscimento «per le attività svolte per la promozione dell’immagine dell’Italia all’estero». Nei molti incarichi pubblici rivestiti negli anni – si legge nella motivazione – «Piero Fassino ha potenziato le relazioni in campo economico, culturale, turistico e accademico, affermando l’italianità come elemento propulsivo per la crescita dell’Italia, specie in un periodo di crisi come l’attuale». Peccato che in Italia non se ne sia accorto nessuno e quindi questo riconoscimento fa un po’ sorridere. Ma non è il solo premio discutibile. Solo alcune settimane fa  la Kyenge è stata premiata come una delle “grandi menti” dell’anno dalla rivista Foreign Policy, è quindi tra «i cento pensatori più influenti del mondo». Non si sa bene quali siano i saggi filosofici della ministra più contestata della storia italiana, né quali scoperte scientifiche abbia fatto. Ma tant’è, il politicamente corretto è servito. L’elenco sarebbe lungo ma c’è un’altra medaglia da menzionare: a Prodi andò il premio internazionale dell’economia a Santa Margherita Ligure, un premio che  lasciò l’amaro in bocca a tutti quegli italiani che avevano pagato la presenza dello stesso Prodi al governo. Meglio fidarsi politicamente di chi non riceve premi. Per evitare brutte sorprese.