I Cinquestelle sul piede di guerra: due mozioni di sfiducia contro i ministri Poletti e Guidi

Matteo Renzi incassa la fiducia al Senato con 169 voti favorevoli, contrari 139. Il governo Letta aveva ottenuto 172 voti a favore. Ma il cammino di Renzi si preannuncia tutto in salita. Il Movimento Cinquestelle ha già annunciato due mozioni di sfiducia contro due ministri: Federica Guidi al timone del ministero dello Sviluppo economico e Giuliano Poletti al ministero del Lavoro. «La prima – ha detto il capogruppo M5s Vincenzo Santangelo – si trova in un indegno e gigantesco conflitto di interessi: possiede imprese legate ad aziende pubbliche e municipalizzate. Ma l’aspetto più vergognoso è che lei – ha detto rivolto a Renzi – ha piazzato una pedina di Berlusconi al ministero che si occupa del sistema radiotelevisivo. Sempre lei, signor Renzi: si chiama conflitto di interessi. Non parliamo poi del ministro del Lavoro, presidente delle cooperative rosse, invischiato nel potere delle note Regioni rosse. Sappiate immediatamente che il Movimento presenterà, sin dalla giornata del prossimo mercoledì, due mozioni di sfiducia». Un duro j’accuse contro il premier Renzi che da Santangelo è stato peraltro definito «il Vanna Marchi della politica». «Lei signor presidente – ha continuato Santangelo – è un baro. I fatti dimostrano inconfutabilmente che lei è un grandissimo bugiardo». E poi ancora: «Avete avuto il coraggio di licenziare il vostro presidente del Consiglio Letta non in Parlamento, ma nella sede del Pd, nelle vostre private stanze, pagate con i soldi di noi contribuenti italiani. Insomma, la vecchia classica manovra di Palazzo, che avrebbe fatto impallidire perfino Andreotti, Forlani, Craxi: manovra avallata dal presidente della Repubblica, supremo garante dei poteri oscuri, sostenuti dalla sua ambizione personale, signor Renzi, e svolta senza coinvolgere nemmeno lontanamente il Parlamento, ridotto ormai ad un mero “votificio” dei provvedimenti governativi».