Grandi navi a Venezia, grazie a un odg del centrodestra tempi brevi per “non far morire” San Marco

Ci sono stati appelli e interventi. Sul transito delle grandi navi da crociera nella laguna di Venezia hanno parlato un po’ tutti, dai santoni come Celentano e Muccino al Fai, alle associazioni ambientaliste, ai commercianti, agli imprenditori. Ci sono state paginate a pagamento sui giornali. Ma nessuno ha sortito l’effetto sperato, ovvero trovare una soluzione per ridurre l’impatto ambientale e per non danneggiare l’economia favorendo, con misure drastiche, i porti stranieri. La necessità di interdire il passaggio delle grandi navi a San Marco è emersa soprattutto a seguito del naufragio della Costa Concordia. Dopo la tragedia dell’Isola del Giglio, infatti, venne varato un decreto interministeriale, il cosiddetto decreto Clini-Passera, per scongiurare altri incidenti. Palazzo Chigi a novembre, nel corso di un tavolo tecnico, aveva deciso delle misure di interdizione da attuare in modo programmato. Ora dopo mesi di polemiche e dibattiti la situazione è stata affrontata in maniera seria grazie a una mozione del centrodestra. L’aula del Senato ha approvato un ordine del giorno unitario sul transito delle grandi navi, nell’ambito dell’esame delle mozioni presentate dai gruppi M5s, Pd, Ncd, Fi, Sc. I punti principali dell’odg riguardano la comparazione delle soluzioni, la valutazione dei progetti, la conclusione dell’esame entro tre mesi ed effettuare i lavori nel più breve tempo possibile. Il governo aveva chiesto modifiche al testo non accettate dai senatori; sull’odg originale l’esecutivo si è poi rimesso all’aula, che l’ha approvato con 229 voti favorevoli, nessun voto contrario, e due astenuti. «Con il via libera del Senato il governo si è impegnato a recepire le fondamentali istanze espresse dalla nostra mozione – hanno commentato i senatori veneti di Forza Italia Alberti Casellati, Piccoli, Marin, Bonfrisco, Zanettin – Il governo ha garantito tempi rapidi per la realizzazione della nuova via di accesso alla stazione marittima di Venezia ed interventi per modificare divieti e limiti di transito nel bacino di San Marco in relazione all’effettivo cronoprogramma delle nuove opere in modo da preservare una leadership internazionale nel settore turistico». I senatori di Forza Italia si augurano adesso «una veloce attuazione delle azioni indicate a favore dei lavoratori e a vantaggio dell’intero comparto turistico veneziano e veneto, fiore all’occhiello dell’economia nazionale». Nel suo intervento in aula Maria Elisabetta Alberti Casellati ha pungolato il governo spingendolo ad «intervenire per ristabilire regole di buon senso – non si possono infatti bloccare realtà produttive con la previsione  di nuove opere senza farsene responsabili e garantire tempi certi di realizzazione – e per dimostrare che le nostre istituzioni sono ancora in grado di parlare al Paese, capirne le esigenze e fornire risposte concrete». Soddisfatto il presidente dell’Autorità Portuale di Venezia Paolo Costa: «Tempi certi, i soli che giustificano i sacrifici temporanei imposti alla crocieristica veneziana, per una soluzione che allenti la pressione paesistica su San Marco senza mettere in crisi la crocieristica, l’intero porto e l’economia del Nord Est. Questi al di là del gergo parlamentare, sono gli obiettivi che oggi anche il Senato suggerisce di perseguire. Con evidenti sfumature diverse, che starà al governo e alla Regione, nelle loro dirette responsabilità, comporre nel modo migliore».