Gli italiani non sono stupidi: lo sappia chi ha nascosto la verità su foibe e golpe bianco

Gli italiani non sono più un popolo di santi, di poeti e di navigatori. Per una certa “casta” – la vera “casta”, quella che muove i burattini da dietro le quinte, oscura e complottista – siamo invece un popolo di ingenui, da plasmare come la creta, pronti ad essere imboccati cucchiaino dopo cucchiaino. Ma bisogna stare attenti, perché prima o poi anche chi è sotto ipnosi finisce per svegliarsi. In poche ore si sono alternate vicende che la dicono lunga su come si sia voluto e si continua a voler anestetizzare la gente. Il caso del “golpe bianco” contro il governo Berlusconi è di per sé gravissimo, non solo perché viviamo (o almeno crediamo di vivere) in un Paese che si autodefinisce democratico ma che permette a due o tre persone, a porte chiuse, di decidere chi dev’essere il premier e in che data deve accettare di esserlo, alla faccia di chi ha votato eleggendo i propri rappresentanti in Parlamento. Ma colpisce l’atteggiamento di chi, una volta smascherato, invece di chiudersi nel silenzio e arrossire, mostra indifferenza manco fosse ancora seduto in cattedra: «Nell’estate del 2011 ho avuto dal presidente della Repubblica dei segnali: mi aveva fatto capire che che in caso di necessità dovevo essere disponibile», ha infatti detto Monti. Che male c’è? Niente di male, se vista nella sua ottica, e cioè nell’ottica di chi crede di essere l’uomo della provvidenza, l’intoccabile, il genio. Che probabilmente ha un concetto distorto di democrazia. Un’altra ipnosi, che dura da decenni, riguarda la tragedia delle Foibe: tra telegiornali e giornali radio, dichiarazioni  ufficiali e cerimonie, tutti ribadiscono la necessità del ricordo. Ma il ricordo presuppone che sia fatta chiarezza sulle responsabilità, altrimenti accade come nei fatti cruenti degli anni di piombo, dove si piangono le vittime ma i colpevoli non sono stati mai individuati. Non a caso nessuno dice chiaramente che le atrocità delle Foibe furono fatte dai comunisti di Tito, con l’«aiuto» dei comunisti italiani. Non è una cosa di poco conto, anche per una forma di giustizia nei confronti di quegli italiani uccisi senza aver commesso nulla e per troppo tempo dimenticati dai libri di storia.  Ma il giochino della sinistra continua, basti pensare alle parole del presidente del Senato proprio sulle Foibe: «Dobbiamo dire che per troppo tempo si è cercato di far dimenticare e questo non deve più avvenire». Giustissimo. Ma avrebbe dovuto dire “chi” ha cercato di far dimenticare e “perché”. Lui si è fermato a una frase che all’apparenza può sembrare di svolta, ma che invece resta nel solco del non detto, una frase tanto furba quanto insidiosa. Il motivo è facile da capire. Tra il quasi non detto di Monti-Napolitano sul golpe e il non detto della sinistra sulle Foibe c’è sempre quella convinzione che gli italiani siano un popolo di creduloni. Ma attenti a non svegliare il can che dorme.