Giorgia Meloni: «La settimana dedicata alle foibe si chiude in un altro giorno oscuro della democrazia»

«In una giornata-farsa come quella di oggi, una giornata in cui è stata scritta un’altra pagina oscura della nostra democrazia, è meglio parlare di foibe». Giorgia Meloni è da qualche ora “reduce” dalle consultazioni al Quirinale, ha simbolicamente consegnato – con Ignazio La Russa e Guido Crosetto – la tessera elettorale in segno di protesta («è il terzo governo consecutivo che passa sulla testa degli italiani»). Il risultato: «Le istituzioni deludono, stanno venendo meno».

Le istituzioni deludono. Proprio come hanno deluso su temi cruciali. E ne abbiamo avuto conferma nelle analisi fatte durante la “Settimana delle Foibe” promossa dalla Fondazione di An…

Quel che è accaduto sa di beffa e di insulto. Ho scritto una lettera alla Boldrini perché per la prima volta dalla istituzione della Giornata del Ricordo la presidenza della Camera non ha ritenuto di celebrare la ricorrenza, neanche due minuti di attenzione, neanche una parola in aula.

Un atteggiamento incredibile…

Sì. Ed è ancor più grave se si pensa che quest’anno ci sono stati pericolosi rigurgiti di negazionismo, un atteggiamento quasi censorio della Rai, manifesti deliranti a favore dei titini affissi a Roma, Radiorai che ha intervistato il responsabile dell’Anpi per raccontare la tragedia delle foibe, una scelta quantomeno discutibile. Il fatto che la Boldrini abbia dimenticato di celebrare il Giorno del Ricordo è nella migliore delle ipotesi una superficialità intollerabile, nella peggiore delle ipotesi un approccio ideoloigico. Assurdo, si tratta di martiri italiani che vanno onorati sempre e comunque.

Quella delle foibe è una campagna di verità che è sempre stata nel dna della destra…

Nell’estate del ’95 condussi la battaglia sui libri di testo, per dimostrare come nei testi non si facesse menzione delle foibe o se ne parlasse nelle schede di approfondimento in modo delirante. Ricordo una foto della targa di Basovizza con una didascalia incredibile, «diventata monumento nazionale nel ’92. Frequente meta di suicidi». Capito? Si voleva far passare la strage degli italiani per suicidi… Da lì cominciò la nostra offensiva, portammo il tema in tutte le scuole per sensibilizzare gli studenti e l’opinione pubblica, organizzammo sit-in, chiamammo in causa gli storici che scrissero quei libri. Poi andammo avanti con le mostre e con tantissime iniziative, promuovemmo manifestazioni legate ai martiri di Trieste, fino ad arrivare alla celebrazione del Giorno del Ricordo.

Oltre a far emergere la verità, qual è stata la lezione più importante?

Lo stop alla lettura di parte. Nella vicenda delle foibe ci sono vittime italiane e basta. Ci siamo sostituiti a uno Stato che era colpevolmente silenzioso e oggi il rigurgito è ancora più ridicolo perché negli ultimi anni si è fatta ampiamente luce. La sinistra si sta chiudendo in se stessa.

Che la sinistra si  stia chiudendo in se stessa lo dimostrano gli ultimi eventi…

Sta venendo meno ogni regola. Hai una Camera che non rispetta le leggi come appunto quella del Giorno del Ricordo, ci sono norme che vengono applicate per la prima volta, come la “tagliola”, è un alto tradimento nei confronti degli italiani, un tradimento messo in atto per fare un ulteriore regalo alle banche…

E non solo..

La situazione è allarmante, lo dimostrano le crisi che si aprono e si chiudono all’interno del Pd senza mai considerare l’ipotesi di elezioni. Fingono di non capire che la sovranità non appartiene al popolo del Pd ma al popolo italiano e non ritengono più nemmeno di passare per il Parlamento. I governi vengono fatti e disfatti come se niente fosse ed è per questo che abbiamo consegnato simbolicamente le nostre tessere elettorali. Non c’è rispetto per la gente, che ha pagato e continua a pagare le conseguenze della crisi e della politica del rigore, con enormi sacrifici.

Una democrazia che è diventata atipica.

Tutti i governi tecnici, di ribaltone o di inciucio della storia repubblicana sono stati capitanati da uomini del centrosinistra o vicini al centrosinistra. Sono sempre loro che piegano le regole al proprio interesse, agiscono per il proprio tornaconto, per la loro ideologia e per soddisfare la loro ambizione. Renzi ha rottamato solo quelli che si frapponevano tra lui e la poltrona. Il centrodestra invece si è sempre guadagnato il consenso sul campo. E ha sempre condotto battaglie di verità. Come quella sulle foibe.