“Genitore 1 e 2”: è una mamma di Milano a guidare la ribellione sul web

Diventa virale il piccolo gesto di ribellione di una mamma milanese. Barbara Bianchi ha postato sul suo profilo facebook un modulo scolastico su cui ha sbarrato la dicitura “genitore 1”, introdotta dalla giunta Pisapia, per ripristinare, a penna, la cara vecchia indicazione di “mamma”. «Io non sono il genitore 1! Io sono la mamma!!!», ha scritto la Bianchi a commento. Nel giro di due giorni quella foto è stata ripresa da migliaia di utenti facebook, ne ha fatti cinguettare altrettanti su twitter ed è finita anche rilanciata su diversi blog. È diventata un caso. Il tenore dei commenti è più o meno sempre lo stesso: «Brava signora Bianchi», «Prendete esempio», «Fate girare», «Per dire no si comincia dalle piccole cose», «Li aspetto al varco nella mia città». “Genitore 1” e “genitore 2”, insomma, no pasaràn. Non impunemente, non senza un moto di riscatto di quella maggioranza che finora è stata pressoché silenziosa, zittita anche da un politicamente corretto che se dici la cosa più naturale del mondo, «Io sono la mamma», ti bolla come omofobo e retrogrado. Barbara Bianchi non è né l’uno né l’altro. La signora Bianchi, come qualcuno la chiama sul web, è una mamma poco più che quarantenne, monogenitoriale. Detto in termini meno astratti e meno freddi, è una mamma sola, che sola si è ritrovata a crescere due gemelli dopo la fine non esattamente pacificata del suo matrimonio. È una donna che vive a pieno la modernità, anche nei suoi aspetti più scomodi, e che conosce tutta la fatica di essere genitore, di tutelare i propri diritti, di educare due ragazzi di otto anni al rispetto di sé e degli altri. E che, giustamente, rivendica il suo ruolo di mamma. Anche di mamma in lotta: contro le difficoltà del quotidiano e, ora, anche contro istituzioni ideologizzate che non solo non sono presenti come dovrebbero, ma che al dunque ti vogliono anche spogliare della tua identità. «Io sono la mamma!!!», dice la Bianchi, dando voce a moltissimi e ricordando a tutti che questo non è affatto indifferente come vorrebbero Pisapia & co.