Fuga dal Festival di Fazio: oltre due milioni di spettatori in meno. Appello della Carrà per i marò. Cat Stevens commuove i fan

Ascolti in calo per la prima serata del Festival di Sanremo. Quasi due milioni di spettatori in meno rispetto alla prima serata della precedente edizione, nonostante la controprogrammazione inesistente degli altri canali televisivi. Trasmissione lunga, con appena sette brani in concorso diluiti nell’arco di oltre tre ore, tra sbadigli, i sermoni buonisti di Fazio, le solite battute di Luciana Littizzetto, le coreografie sfarzose e i balletti di Letizia Casta. Quelle che dovevano essere le protagoniste, le canzoni dei primi sette artisti in gara, hanno quasi battuto il record di bruttezza di tutti i tempi. Non è mancato qualche attimo di tensione, come da tradizione sanremese. Due disoccupati campani hanno inscenato una protesta prontamente disinnescata da Fazio. Tra i rari momenti degni di nota, Ligabue che rende omaggio a Fabrizio De André in apertura di Festival. Ma i creativi “fazisti” sono riusciti a rovinare anche questo, facendo cantare al rocker emiliano un brano in puro dialetto genovese facendo rabbrividire tutti i liguri all’ascolto. Proprio sugli ascolti l’edizione di Fazio e Littizzetto, in pratica una versione annacquata di Che tempo che fa, ha mostrato tutti i suoi limiti. Buoni come valore assoluto i 12 milioni e 466 mila spettatori, pari al 45,77% di share, male rispetto allo scorso anno. Nel debutto della scorsa edizione, il 12 febbraio 2013, la prima parte fu seguita da 14.195.000 spettatori, pari al 47,60% di share. Ancora più eclatante il crollo di ascolti nella seconda parte. Cinque milioni 680 mila con il 47.14%. Un anno fa furono invece 8.146.000, pari al 53. Tra i rari momenti di vero servizio pubblico, l’immarcescibile Raffaella Carrà che lancia un appello in favore dei due marò prigionieri in India e una leggenda della musica degli anni Settanta come Cat Stevens (che si è presentato al pubblico con il suo nome da convertito musulmano, Yusuf Islam) che ha cantato Father and son. Almeno lui idealmente il festival l’ha già vinto.