Fassina e Civati dicono sì al governo, ma restano le distanze e le critiche

Stefano Fassina e Pippo Civati, i due rappresentanti dell’opposizione da sinistra a Matteo Renzi, voteranno la fiducia al nuovo governo. Hanno entrambi preso la parola nell’aula di Montecitorio, accordando un sì che resta pieno di critiche e di dubbi. 

“Il mio voto – ha spiegato Fassina – non è il conferimento di una delega in bianco. Sul piano programmatico vi è la più ampia disponibilità possibile ma valuterò esclusivamente il merito dei provvedimenti”. “Nel suo discorso – ha continuato Fassina rivolto al premier – ho visto un cambiamento nello stile comunicativo ma meno nella sostanza dell’analisi e nei riferimenti programmatici. C’è ancora continuità con un paradigma che non funziona. Il punto di fondo è il nostro rapporto con l’Unione europea: di fronte a un’Eurozona sulla rotta del Titanic la retorica europeista non basta, serve un’altra Europa. L’europeismo dei padri fondatori è mortificato da chi guida oggi l’Ue”. Fassina voterà la fiducia a Renzi “per consapevolezza della delicata fase politica e per la necessità di tentare anche la più minuta possibilità di ricostruzione morale e civile del Paese”.

Civati ha confermato la sua idea che il governo Renzi nasce da un errore, da una manovra di Palazzo.”Ciao Matteo, devo dirti in due minuti che stai sbagliando. La nostra generazione sta andando al governo non con il voto popolare ma con una manovra di palazzo che neanche Mariano Rumor avrebbe fatto”. “Ho deciso – prosegue Civati – dopo un lungo travaglio di votare a favore della fiducia perché credo, come dice Bersani, che non si debba sfasciare tutto e non parlo solo del Pd ma anche del Paese. Ho cercato di convincere tutti voi che la strada fosse sbagliata ma non ci sono riuscito”.