Anche Mago Zurlì sfotte Marino: «Mi ha chiamato? Io e Topo Gigio siamo pronti ad aiutarlo»

Chiamato in causa, come un vero mago che si rispetti Mago Zurlì risponde all’appello di un sindaco sgomento che ieri a proposito del disastro Roma lo aveva evocato ( «e mica sono Mago Zurlì… aveva piagnucolato Marino). Eccolo qui invece: «Aiuterei il sindaco Marino e

anche Renzi. E propongo Topo Gigio ambasciatore del Made in Italy». All’inquilino del Campidoglio mancava solo di essere preso per i fondelli a causa delle sue stesse parole. E così, il  Mago più famoso d’Italia, al secolo Cino Tortorella, oggi si dichiara disponibile ironicamente ad aiutare il sindaco di Roma alle prese col maxi deficit ma anche il premier Renzi. Eccomi qui. «Ieri mi ha citato il sindaco Marino e qualche tempo fa lo stesso Renzi – ha spiegato – e li ringrazio entrambi per avermi evocato perchè ormai Mago Zurlì è un personaggio come Mago Merlino. Resto a disposizione per fornire a loro, ed a chi veramente voglia fare qualcosa di concreto per l’Italia ma soprattutto per i cittadini italiani. Con me c’è anche Topo Gigio che si offre come ambasciatore del Made in Italy. Sarò felice di dare il mio modesto contributo a titolo gratuito. Per il compenso di Topo Gigio, credo che possa bastare un pezzo di Groviera». Non ha più la  bacchetta magica d’ordinanza, non ha più i capelli luccicanti di polvere magica, il corpetto aderente in vita e la calzamaglia, ma conserva una senso dell’ironia che punge. Anche se il Mago buono, che conduceva – all’interno di una striscia pomeridiana – giochi e passatempi per i più piccoli, puntualizza che non voleva essere “cattivo”. «Il mio – dice  Tortorella – è stato solo uno scherzo e non una critica. Vivo a Milano e se dicesse qualcosa il sindaco della mia città, allora una piccola critica gliela farei. Ho quattro figli e vorrei sicuramente una Italia più serena. A Renzi di sicuro una mano gliela darei volentieri non solo con i superpoteri di mago Zurli ma anche come Cino Tortorella se facesse qualcosa di utile per i bambini perché per loro ci sarei sempre al di là del partito politico che me lo chiede».