È partita l’«operazione tenaglia»: Alfano all’angolo, ora è il Cav al centro della scena

Silvio Berlusconi è pronto a far scattare l’operazione tenaglia per stringere in un angolo Angelino Alfano e il suo partito. All’indomani della scissione tutti si aspettavano che il Cavaliere facesse partire il “metodo Boffo” contro il suo delfino, ma in tanti rimasero delusi, a partire dai falchi di Palazzo Grazioli. Il presidente del Pdl in questi mesi ha preferito attendere gli eventi, cercare di capire se Alfano poteva servire in futuro, se i voti del Nuovo Centrodestra potevano essere utili per raggiungere il 37% che secondo l’Italicum basterebbe per vincere al primo turno. Per questo nei retroscena giornalistici spesso si è letto che il Cavaliere sperava nel ritorno del figliol prodigo e per questo nessun trattamento particolarmente aggressivo è stato finora riservato al vecchio collaboratore.

Adesso, però, il quadro è cambiato, perché grazie a Matteo Renzi il Cavaliere è stato rimesso al centro della scena ed anche perché a nessuno interessa più andare al voto nel 2014. Berlusconi è entrato al Nazareno in veste di co-fondatore della Terza Repubblica chiudendo un accordo sia sulla legge elettorale sia sulle riforme istituzionali, a partire dall’abolizione del Senato, ed è salito al Quirinale da pregiudicato e interdetto dai pubblici uffici per rappresentare Forza Italia, ma anche per garantire che non si sottrarrà agli accordi presi con Renzi. Tutto questo grazie al leader del Pd, che ha restituito con gli interessi al Cavaliere quel che Alfano aveva cercato di togliergli cacciandolo fuori dalla scena.

È evidente che adesso Berlusconi non essendo più isolato non ha bisogno di essere tenero e attendista con il Nuovo centrodestra ed è per questo che ha deciso di partire all’attacco accusando Alfano di tradimento e di ingratitudine. Il governo che sta per nascere non sarà un Renzi-Alfano, come sperava il buon Angelino, ma un Renzi-Berlusconi intermediato da Verdini. Lo scenario è quindi il peggiore per il ministro degli Interni, che ormai è chiuso in una tenaglia. Da una parte c’è Renzi che lo usa ma che vuole renderlo ininfluente, dall’altra ci sono Berlusconi e Verdini che hanno avviato la “guerra lampo” per far andare il Nuovo Centrodestra sotto il 4% alle europee, per dimostrare che non è in grado di superare gli sbarramenti.

In sostanza Renzi ha usato anche Alfano per far fuori Letta e adesso usa Berlusconi per far fuori Alfano. Forza Italia starà formalmente all’opposizione, ma di fatto sarà il miglior alleato del presidente del Consiglio. Alcuni segnali già si vedono, a partire dalle interviste di uomini vicini al Cavaliere che magnificano Renzi, fino all’avvicinamento al governo di senatori berlusconiani del gruppo Gal, pronti a creare una riserva-cuscinetto del Cavaliere capace di aiutare Renzi se ce ne fosse bisogno, ma soprattutto di sterilizzare Alfano.

La “guerra lampo” gestita sul campo da Verdini è cominciata, dunque, e se non ci sarà un accordo forte e sincero con il Pd e col premier anche ad Alfano potrebbe toccare la sorte di tanti predecessori che si sono sganciati convinti che il Cavaliere fosse politicamente finito per poi dover assistere alla sua resurrezione.