Cronache marziane: persino a Renzi scappa la pipì ma nessuno sa se gradisce le tagliatelle ai funghi

La risposta tarda ad arrivare, il mistero è fitto, nessuno sa ancora se Renzi preferisce le pappardelle al cinghiale o le tagliatelle ai funghi porcini. Da giorni le cronache dei giornali non fanno altro che raccontare tutte le mosse, anche le più insignificanti, del nuovo premier, fotografato in ogni suo atteggiamento, mentre si tocca il naso, quando si mette la mano sul volto e persino quando si abbottona i pantaloni dopo essere andato in bagno. La strategia mediatica dei giornali “amici” prevede un racconto nei minimi particolari, un’esaltazione di ogni gesto, presentandolo come l’ennesimo uomo della provvidenza. Il rischio è oltrepassare la soglia del ridicolo. Così tutti sanno come il “rivoluzionario” sta facendo la “rivoluzione”: al Senato aveva solo le sue carte tutte sparse sul tavolo, alla Camera, invece (udite, udite) Renzi si è portato anche un computer portatile, tenendolo acceso davanti a sé sul banco del governo, al fianco delle carte. È la svolta, mai nessuno aveva messo sul banco del governo a Montecitorio un pc. Incredibile ma vero, una notizia travolgente. Ma non solo: in Senato Renzi ha usato intensamente il suo smartphone, la cui batteria ha dovuto più volte essere ricaricata dai commessi. Non basta, già erano state diffuse altre “chicche”: Renzi ha ascoltato gli interventi, ha preso appunti, ma nel frattempo ha letto uno ad uno i biglietti di felicitazioni che gli sono stati consegnati dai commessi. E allora? La diagnosi è pronta: il neopremier è “multitasking”, tanto per usare un linguaggio moderno, fa tante cose insieme (in verità capita a tutti, persino ai bambini, ma non importa perché fa gioco). Ne volete un’altra? Eccola: davanti a lui ci sono tanti bigliettini, li legge e poi li strappa facendo un’altra montagnetta di carte. Gli italiani, saputa questa notizia, saranno sicuramente più felici. Altro scoop: il presidente del Consiglio ha utilizzato nell’aula del Senato un pennarello argentato a spirito “Tratto pen”, uguale a quelli che usa normalmente Berlusconi. Ma il massimo lo si raggiunge con la cronaca di “mi scappa la pipì”. Eccola: il premier deve andare in bagno, ma non sa se può farlo a seduta in corso, si gira verso il presidente Grasso, ma non ne incrocia lo sguardo. Si confronta a distanza con la senatrice segretaria di presidenza. Tornerà trafelato, abbottonando i pantaloni, qualche attimo dopo. Gli italiani ora saranno contenti, il nuovo salvatore della patria è arrivato, è umano e fa anche la pipì. Un piccolo rimprovero: invece di Gigliola Cinquetti, poteva citare Alessandra Amoroso, tanto per non sembrare troppo matusa dentro.