Crimea, i blindati filo-russi occupano due aeroporti. E Kiev accusa Mosca di invasione

Cresce la tensione in Crimea. Alcuni militari russi hanno preso nella notte il controllo dell’aeroporto di Belbek, vicino a Sebastopoli. Secondo fonti militari l’azione servirebbe per «prevenire l’arrivo di militanti». Lo scalo, di proprietà dell’aeronautica ucraina, è presidiato lungo tutto il perimetro. Secondo il giornale online Potrobnosti.ua, i militari, che indossano elmetti e giubbotti antiproiettili, sono arrivati a bordo di una decina di camion, scortati da autoblindo e auto della polizia stradale militare. Lo scalo si trova vicino all’incrocio di due autostrade “strategiche”: una conduce a Sebastopoli (sede della flotta russa del Mar Nero), che dista una ventina di chilometri, e l’altra a Sinferopoli (capitale della Crimea), a 50 chilometri. Secondo il politologo ucraino Pavel Nuss, il blitz sarebbe stato compiuto per garantire il trasferimento dei reparti militari russi a Sebastopoli. D’estate l’aeroporto è usato anche come scalo internazionale. Una fonte di Sebastopoli ha però precisato che i militari russi non hanno nulla a che fare con l’occupazione dell’aeroporto di Belbek. Secondo la stessa fonte, gli autori del blitz sono attivisti dei reparti di autodifesa e il loro obiettivo è quello di impedire lo sbarco di forze legate alla protesta del Maidan. In questo contesto poco chiaro il ministro dell’Interno ucraino, Arsen Avakov, ha accusato Mosca di «invasione armata» dopo l’occupazione degli aeroporti di Belbek e Sinferopoli in Crimea. «Considero l’azione come un’invasione armata e un’occupazione», ha postato sulla sua pagina Facebook il ministro. L’aeroporto di Sinferopoli, ha scritto Avakov, «è bloccato da reparti militari della flotta russa». «All’interno dell’aeroporto – ha proseguito – si trovano i militari e le guardie di frontiera ucraini. Fuori ci sono militari in divisa mimetica con armi e senza distintivi, che non nascondono la propria appartenenza. L’aeroporto non funziona. Sul perimetro esterno ci sono i posti di controllo del ministero degli interni ucraino. Non ci sono ancora scontri armati». E poi: «La situazione creatasi negli aeroporti di Crimea è un intervento militare e un atto di occupazione». Durante la notte infatti una cinquantina di uomini armati non identificati aveva preso possesso dell’aeroporto di Simferopoli. Indossavano una uniforme non identificata e sono arrivati all’aeroporto su tre camion senza targa. «Pensavano che le forze della protesta (quelle del Maidan) atterrassero qui, ma quando hanno visto essi stessi che non c’era nessuno, si sono scusati e se ne sono andati», ha raccontato il responsabile dello scalo. Davanti all’aerostazione si è subito raccolta una folla di manifestanti che sventolava bandiere della flotta russa del Mar Nero. Il consiglio per la sicurezza e la difesa ucraino si è subito riunito per esaminare l’emergenza Crimea. Il consiglio è stato convocato dal presidente del Parlamento, Aleksandr Turcinov. E al termine è il Parlamento ucraino ha deciso di chiedere una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu. Nella giornata di ieri un commando di uomini armati pro-Russia aveva preso possesso della sede del Parlamento e del governo locale di Simferopoli, capitale della regione autonoma della Crimea, e aveva issato la bandiera russa sulla facciata dell’edificio. Intanto il nuovo governo di Kiev si è guadagnato il riconoscimento degli Stati Uniti. Il vicepresidente Usa Joe Biden ha telefonato giovedì al neoprimo ministro ucraino Arseni Iatseniuk per promettere il «sostegno totale» ai nuovi dirigenti del paese. Biden, si legge in un comunicato della Casa Bianca, «ha assicurato al primo ministro che gli Stati Uniti offriranno il loro sostegno totale all’Ucraina quando questa intraprenderà le riforme necessarie per ritrovare la stabilità economica, perseguire la riconciliazione, rispettare gli obblighi internazionali e cercare relazioni aperte e costruttive con i suoi vicini».