«Comizio da bar», «minestrone male assortito», «ricette vecchie»: il discorso bocciato dal centrodestra

«Un’arringa che avrebbe fatto furore la domenica pomeriggio al bar o al più durante un comizio elettorale, ma che poco si addice alla illustrazione di un programma di governo che dovrebbe giustificare il terzo esecutivo non eletto imposto agli italiani. Per ascoltare queste banalità non era necessario privare i fiorentini del loro primo cittadino e tanto valeva tenere in carica il precedente governo». È quanto dichiara il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Può solo migliorare. Peggio di così non si può. Per il bene dell’Italia spero che Renzi sia meglio di come è apparso. Voto no convinto alla fiducia a questo governo». Così il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri su Twitter. Bocciatura piena anche dal collega di partito Altero Matteoli. «Un minestrone male assortito. Un intervento, quello di Renzi, tutto giocato sulla demagogia, l’ilare e il banale, in perfetto stile con il personaggio. Renzi è riuscito a non essere chiaro neppure sulla legge elettorale che non si comprende se si fa o meno o se prima si deve aspettare la riforma del Senato. Nulla sui problemi del Meridione. Per il resto titoli, titoli e tit0li». «Dov’è la novità? Renzi si appropria (male) di una parte del programma del centrodestra. Lo attendiamo alla scadenza delle sue promesse», commenta Gianni Alemanno sul suo proprio profilo Twitter. «Non c’è che dire: Renzi sa fare i comizi. Lo avvisino però che non era in piazza ma al Senato. E sparare proposte a casaccio senza indicare come si pagano è facile per qualunque politico di qualunque repubblica: durata tre mesi», profetizza in una nota il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace. Sulle soluzioni per rilanciare l’economia proposte dal premier, Renata Polverini si dice molto preoccupata dato che si tratta delle «vecchie ricette del governo Letta (dallo sblocco dei debiti della Pa al fondo di garanzia per le Pmi) che non hanno funzionato fino a ora e che, comunque, non bastano a curare milioni di disoccupati e di famiglie senza reddito» . «Insomma c’è poco da star sereni – osserva la parlamentare forzista – siamo ancora agli slogan allusivi e vaghi, mentre gli effetti speciali attesi dai sostenitori della staffetta sembrano già svaniti nella sostanziale inconsistenza del programma del governo».