Che fine hanno fatto i dipendenti delle partite Iva?

da Andrea Bucci.

Il numero delle partite Iva sta crollando e crollerà ancora più con le nuove imposte del tutto incompatibili con l’attuale contesto di crollo degli ordinativi. È sempre più evidente questo disegno ben preciso di sterminare la parte produttiva del Paese con l’intenzione di ridurlo sempre più ai minimi termini e trasformarlo in colonia delle potenze europee, lo hanno fatto per secoli e non si vede per quale ragione questa attività debba cessare proprio ora. Il blocco della stazione di Porta Susa a Torino potrebbe essere solo l’inizio di una serie di iniziative che danno sempre più l’impressione di una rivolta generale prossima ventura. In questo la distanza con la Grecia si sta accorciando sempre più.

400mila partite Iva in meno si traducono in un surplus di braccia che non si sono trasformate in posti di lavoro dipendenti, né in nuove partite Iva. Se così fosse stato, il tasso di disoccupazione non sarebbe aumentato come sta accadendo e il crollo sarebbe stato attenuato. Una parte minima di questi sarà andata in pensione ma i rimanenti dove sono finiti? Se si accetta l’ipotesi che possano essere finiti a lavorare in nero (la possibilità di trovare lavoro per chi non ha un diploma o una laurea e ha passato i 40 è prossima a zero), ecco allora che questa oppressione fiscale invece di debellare l’evasione ha dato una spinta notevole al sommerso. Ottimo lavoro, continuate pure così. Quando inizierete a capire come funzionano veramente le cose fatemi un fischio.