Bye bye alla “Poltrona Frau”: Montezemolo cede il marchio agli americani (ma dice che l’Italia ci guadagna….)

«Se ne va anche Poltrona Frau». Nel titolo di apertura del quotidiano economico Mf c’è il ritratto impietoso di un altro pezzo di Made in Italy che lascia il nostro Paese. In questo caso il celebre gruppo marchigiano dell’arredamento di lusso che finisce nelle mani degli americani di Haworth. Il gruppo Usa specializzato in arredi per ufficio che ha acquistato il 58,6% del capitale dal fondo Charme (tra gli azionisti ci sono Della Valle e Montezemolo) e dal fondatore Moschini. Durissimo il commento dei sindacati. «La cessione del marchio Poltrona Frau – attacca Paolo Acciai, segretario nazionale della Filca-Cisl – dimostra il totale disinteresse della nostra classe imprenditoriale nel salvaguardare le proprie eccellenze. Qui, però, la cessione agli stranieri è ancora più grave perché il management è capitanato dall’ambasciatore del Made in Italy, Montezemolo, che se da un lato difende l’italianità del prodotto, dall’altro sembra interessato esclusivamente alle proprie entrate economiche». Per il responsabile Cisl, che ha appreso della vendita dai giornali, è «un fatto gravissimo ed inaudito. Per questo chiederemo subito un incontro non solo per difendere e salvaguardare i lavoratori, ma anche per sollecitare le forze politiche a darsi una “svegliata” su quanto accade alle aziende nel nostro Paese».  Fondata nel 1912 a Torino dal cagliaritano Renzo Frau, nel 1963 Poltrona Frau finisce nel gruppo di Nazareno Gabrielli, uno dei suoi principali fornitori e in quel momento grande creditore. Franco Moschini, uno dei tre generi di Clara Gabrielli – figlia unica di Nazareno – ne sposta la produzione a Tolentino. Nel 1990, al momento della spartizione delle attività tra i tre rami della famiglia, ne assume quindi tutto il controllo, affiancato da Bankers Trust. Nel 2003 Charme ne compra il 30%, l’anno dopo parte la nuova fase di crescita, prima con Cappellini e quindi nel 2005 con Cassina. Nel 2006 il Gruppo Poltrona Frau si quota in Borsa. La società ha segnato nel 2012 ricavi per 247 milioni (886 mila euro l’utile) e con 192 milioni segnati nei primi nove mesi del 2013 ha già annunciato di attendersi un esercizio “record” per redditività. Ora il passaggio agli americani: un altro pezzo dell’Italia migliore che se ne va.