Belluno, l’altra faccia del maltempo: una donna di 77 anni sfida la neve e l’isolamento…

L’altra faccia del maltempo. Mezza Italia è sotto l’acqua, l’altra metà sotto la neve. E tra interventi della protezione civile, valichi chiusi, nebbia e rischio valanghe e inondazioni. Con i fiumi al limite del livello di guardia, mentre crollano mura di cinta e sono impossibili i collegamenti con le isole, una donna di 77 anni, unica abitante di una micro-frazione di Livinallongo Col di Lana (Belluno), vive questi giorni di emergenza metereologica, tagliata fuori da tutto questo. Isolata dal resto del mondo dalla bufera bianca di alcuni giorni fa. Senza che la cosa la sconvolga. Senza che lo stato di allerta che si è imposto a suon di acqua e ghiaccio in questi giorni sull’intero Paese la turbi più di tanto o, peggio ancora, la costringa a cambiare le sue abitudini. Non c’è bufera di vento, tempesta di pioggia o tormenta di neve che possa distoglierla dalle sue abitudini e allontanarla da casa: isolata nella sua baita di pietra e legno da mercoledì scorso, a Sottinghiazza, 1.500 metri di quota, Nina è stata raggiunta solo questa mattina dagli uomini del Soccorso Alpino di Livinallongo e della Val Fiorentina, che hanno attraversato tutto il fianco di una montagna, con gli sci in mezzo ai boschi, per raggiungere la casa della donna solitaria, eremita per colpa del tempo e per scelta.

Forse schiva. Decisamente abituata alla saltuarietà della compagnia. Magari non proprio avvezza ad accogliere soccorritori all’ordine del giorno, Nina apre le porte del suo regno d’isolamento e mostra di star bene. Di più: sembra abbia addirittura accolto i suoi “salvatori” volentieri, ma senza troppi convenevoli. Temperamento deciso, il suo. Non proprio un’estroversa, Nina, racconta chi la conosce. E forse oggi anche stranita dalla neve, che in questa occasione le ha tirato un tiro mancino: perché a Sottinghiazza ci sono ben altre due case oltre la sua, ma i suoi vicini, capito come evolveva il meteo la scorsa settimana, hanno pensato bene di andarsene per tempo pur di non rischiare l’isolamento. Isolamento a cui Nina è andata incontro volentieri invece, declinando persino l’invito che le era stato rivolto dal Comune, dichiarando di preferire restare nella sua baita. Non immaginando – va detto in suo onore – che in meno di una settimana si sarebbero aggiunti, a quella che già c’era, altri due metri e mezzo di neve. Dunque, prigioniera del maltempo nella gabbia dorata di casa sua; dotata di provviste a sufficienza, ma senza le medicine che deve prendere, in questi giorni Nina è stata contattata spesso telefonicamente dal Soccorso Alpino, rassicurata dalla promessa che appena possibile sarebbe stata raggiunta. Cosa verificatasi oggi, quando finalmente i soccorritori sugli sci sono riusciti a raggiungere l’abitazione di Nina e a portarle medicinali e scorte alimentari. Qualche chiacchiera, un saluto, e Nina ha congedato i suoi “salvatori”, tornando dentro, rassicurata e appagata dalla visita. Nel pomeriggio, poi, nella zona c’è stato un mini blackout, e così a Sottinghiazza – riferiscono dal Soccorso Alpino – manca l’elettricità: siamo convinti, però, che la combattiva Nina, dotata dell’insostituibile stufa a legna, saprà affrontare anche questa difficoltà…