«Baricco alla Cultura? E Rocco Siffredi alle Pari opportunità». Il toto-ministri scatena l’ironia del web

Alessandro Baricco e Oscar Farinetti, Maria Elena Boschi e Tito Boeri, Michele Emiliano e Laura Boldrini. Il toto-ministri di un eventuale governo Renzi sembra una puntata delle Invasioni barbariche. Manca solo la conduttrice Daria Bignardi, ma non è escluso che venga tirata in ballo anche lei. La lista di personalità univocamente citate nei retroscena di Corriere della Sera, Il Fatto quotidiano, Repubblica e Sky-tg24, sono tutte rigorosamente di sinistra, con buona pace degli alfaniani che a stento manterrebbero il loro leader (perdipiù senza l’incarico al Viminale). Quel che colpisce semmai è cha la lista andrebbe bene per un programma de La7, non per essere letta al Quirinale nell’elenco dei ministri. Ecco perché sui social network le battute e i cinguettii al curaro si sprecano. Ritwittato in maniera bipartisan quello di Fulvio Abbate: «L’assenza di Concita De Gregorio dal toto-nomime del governo con Baricco e Boldrini è per noi un vulnus, una disfatta». Ma il più grande bersaglio delle critiche è proprio lo scrittore torinese, che il popolo del web fatica a vedere alla guida delle politiche culturali della nazione.

Ecco alcuni dei tweet più divertenti sull’eventualità che il musicologo, scrittore e regista arrivi alla poltrona di ministro. «Baricco è certo, Jovanotti ha speranze e dopo ieri sera anche il portiere Neto è in ballo!». «Compagni: guardiamo il lato positivo. Se Baricco diventa ministro, per un po’ smette di scrivere libri» «Baricco ministro della cultura sarebbe un ossimoro perfetto».«FreakAntoni è morto e Baricco è nel toto-ministri. La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo». «Perché Baricco sì e Moccia no?» «Baricco alla cultura, roccobarocco al made in Italy e roccosiffredi alle pariopportunità». «Baricco? La cultura non è organizzare corsi di scrittura creativa». «Mi distraggo mezza giornata ed esce il nome di Baricco ministro della Cultura?!» «Baricco ministro. E io figa come Kate Moss». «Veramente meglio PeppaPig di Farinetti e Baricco». «Se Baricco sarà alla Cultura, ci troveremo tata Lucia ministro dell’Istruzione e Giovanni Muciaccia ai Beni Culturali». Rilanciatissimo, infine, il più amaro: «Da Gentile a Baricco: segni dei tempi».