Avvocati in piazza «a difesa della democrazia». L’allarme: riforme parziali e rincari negano la giustizia ai cittadini

Una marcia per la giustizia e una catena umana davanti alla Cassazione. Gli avvocati italiani sono scesi in piazza a Roma per protestare contro le riforme parziali della giustizia che ci sono state in questi anni e che, hanno spiegato, penalizzano tanto la categoria quanto il cittadino. Secondo una prima stima delle forze dell’ordine, al corteo hanno partecipato circa 3mila manifestanti, fra i quali c’erano anche i magistrati onorari, dalle cui file arrivano i giudici di pace. È la prima volta che prendono parte a una dimostrazione con gli avvocati. Le richieste della piazza sono, innanzitutto, la revoca della legge che ha introdotto la motivazione delle sentenze a pagamento, l’aumento dei diritti di notifica e la diminuzione dei rimborsi per il gratuito patrocinio. Nuovo costi previsti dalla Legge di stabilità del 2014, che peseranno principalmente sugli italiani che ricorrono alla giustizia. Ma nel mirino ci sono anche la riforma della professione forense attuata durante il governo Monti e misure adottate dal governo Letta tra cui la soppressione di molti tribunali, alcuni dei quali in zone sensibili come la Terra dei Fuochi, e il ripristino della mediazione obbligatoria nell’ambito della giustizia civile, che era stata dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale. Solo il presidente dell’Agifor, l’Associazione dei giovani avvocati, Stefano Galeani, ha indossato la toga. Tutti gli altri sono arrivati in abiti civili, ma molti con una fascia tricolore al contrario con la scritta «A difesa della democrazia». Molti anche i tricolori e diverse le bandiere dell’Ugl lungo tutto il corteo, che è partito da piazza della Repubblica e poi si è snodato lungo via Nazionale, con un servizio d’ordine organizzato da una cinquantina di avvocati romani. Numerosa, inoltre, la presenza femminile. E sono state proprio tree avvocatesse campane, Luisa D’Avino, Maria Zeolla e Anna Del Giudice, ad avvertire che «con tutti i rincari che sono stati recentemente introdotti c’è il forte rischio che tante persone ricorrano alla giustizia “alternativa”. C’è la camorra che a cifre inferiori, anche se con metodi illegali, è in grado di risolvere le cose». Supporto alla protesta è arrivato da Forza Italia che, con una delegazione guidata da Renato Brunetta e della quale faceva parte anche Giovanni Toti, ha incontrato i rappresentanti dell’Organismo unitario dell’avvocatura italiana, riuniti in presidio di fronte Montecitorio. «La delegazione di Forza Italia – si legge in un comunicato – ha ribadito tutta la propria preoccupazione per lo stato della giustizia italiana e, in particolare, per la progressiva contrazione del diritto alla difesa, denunciato dagli avvocati, impegnandosi a proseguire in Parlamento la battaglia per una giustizia che sia finalmente civile ed efficiente».