Arriva alla Ue il caso della giraffa danese uccisa e data in pasto ai leoni in diretta tv

«L’uccisione deliberata, per altro con un metodo efferato e inaccettabile della giraffa Marius nello zoo di Copenaghen, perché considerata in sovrannumero ed eliminata in ragione di una logica prettamente economica, rimette evidentemente in discussione, ancora una volta, il ruolo degli zoo». È il commento dell’Enpa, l’Ente protezione animali, che ha scritto all’Unione europea zoo ed aquari (Eaza) ed alla Cites, e interesserà anche il Parlamento Europeo del fatto «gravissimo e inaccettabile che viola oltre che ogni logica, numerose normative». «È un evento di una barbarie inaudita di cui tutti devono venire a conoscenza – dice il direttore scientifico del’Enpa, Ilaria Ferri spiegando che «in Italia in ragione delle norme previste dal codice penale tutto ciò non sarebbe potuto accadere ma ben sappiamo che purtroppo nelle strutture italiane molte morti di animali sono state a dir poco sospette».
Marius, 18 mesi, occhi da cerbiatto, e in perfetta salute, è stato ucciso domenica con un colpo di pistola alla testa nello zoo di Copenaghen. Motivazione: impedire al giovane esemplare di riprodursi. Perché lo zoo di Marius partecipa a un programma dell’Associazione Europea di Zoo e Acquari (EAZA) che detta rigide regole sulla consanguineità, vietando la riproduzione tra “parenti” allo scopo di mantenere sane le specie all’interno della struttura. La fine di Marius è stata crudele. Dopo essere stato giustiziato, il suo corpo è stato sottoposto ad una autopsia a cui hanno assistito i visitatori dello zoo, tra cui bambini, per poi essere smembrato davanti alle telecamere dei media danesi e finire in pasto alle fiere ospiti della medesima struttura. D’altra parte, aveva commentato ieri Bengt Holst, direttore scientifico dello zoo di Copenaghen, «sarebbe assolutamente sciocco buttare via qualche centinaio di chili di carne».