Al via le Olimpiadi di Sochi. La scelta “sofferta” di Letta: sarò presente. Sos americano sul rischio attentati

«Perché ho deciso di essere a Sochi con i nostri atleti». Con una lettera in prima pagina sul Corriere della Sera, Enrico Letta spiega le ragioni della scelta (sofferta e contestata) di presenziare all’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali che si  aprono oggi nella cittadina russa, in un clima di pesante allarme per la sicurezza lanciato dagli Usa.Gli assenti hanno sempre torto, deve aver pensato e non seguirà l’esempio di altri Paesi che da settimane hanno annunciato il forfait in segno di protesta contro la limitazione dei diritti impressa dal governo di Mosca (la controversa legge che vieta la propaganda omosessuale). «Apprezzo molto la visita che Enrico Letta farà nella giornata di domani in occasione dell’apertura dei Giochi olimpici invernali di Sochi», ha commentato la pluricampionessa, Valentina Vezzali membro della commissione Cultura della Camera, «con rammarico apprendo che gli altri premier occidentali non parteciperanno alla visita a Sochi. Sono certa che Letta troverà il modo per contrastare l’omofobia anche in questa occasione». L’Italia non cade nella trappola? O semplicemente l’inquilino di Palazzo Chigi pensa a svolgere un ruolo di cerniera tra i “blocchi” di antica memoria con lo sguardo diretto all’imminente semestre di presidenza italiana dell’Ue. Letta stacca volentieri la spina dai problemi nazionali e dal pressing di Renzi per essere con i 113 atleti  italiani che incrociano le dita sperando di fare meglio di Vancouver. «Meglio non andare, qualcuno ha detto», scrive il presidente del Consiglio, «in molti tuttavia hanno preferito esserci, a partire dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che senz’altro non può essere tacciato di mollezza nella causa universale di difesa dei diritti». Essere in Russia vuol dire esprimere «in una dimensione pubblica, la nostra concezione di libertà, di comunità, di rispetto dell’altro. Esserci non significa dismettere ma anzi riaffermare il ruolo che l’Italia svolge oer l’estensione dei diritti».

Sul taglio del nastro della cerimonia, che si preannuncia spettacolare in uno scenario mozzafiato sullo sfondo del Mar Nero, pesa l’Sos americano  sul rischio di attentati terroristici, tanto che il Dipartimento Usa alla sicurezza interna ha messo in allerta tutte le compagnie aeree americane e straniere che nei prossimi giorni viaggeranno verso la Russia. In queste ore sui voli è caccia a tutti quegli oggetti (tubetti del dentifricio, ma anche deodoranti, scatole del trucco, bottigliette di profumo) che i terroristi potrebbero riempire di micidiale esplosivo, da innescare una volta a bordo. Obama non rinuncia al suo ruolo di numero uno parlando di «una grande scommessa» che attende la Russia confermando il grande gelo tra Washington e Mosca. Su Putin,  protagonista indiscusso dei Giochi, dice di avere la sensazione che «voglia fare il duro» aggiungendo che «c’è molto rispetto e umorismo quando ci incontriamo». Intanto un sito russo ha pubblicato un audio in cui l’assistente segretario di Stato per gli affari europei Usa, Victoria Nuland, a proposito della crisi in Ucraina, avrebbe insultato la Ue («Si fotta») mettendo in imbarazzo la diplomazia statunitense che non ha gradito la spiata russa. Tornando in Italia c’è chi non ha gradito la scelta del premier. «Non sono solo i rubinetti e il riscaldamento a non funzionare a Sochi, ma anche il rispetto dei diritti civili della minoranza omoaffettiva», ha dichiarato Enrico Oliari, responsabile esteri di GayLib e autore del libro “Omosessuali? Compagni che sbagliano. «Tuttavia, se in Russia esiste una discriminazione attiva non è che in Italia, dove anche il premier Letta si straccia le vesti per l’omofobia russa, le cose vadano meglio: esiste infatti una discriminazione passiva». Peccato che proprio lo sport finora sia rimasto fuori dall’obiettivo dei riflettori.