Adriano Sofri replica ai grillini sul “Foglio”: «È molto bello essere il suocero di Daria»

Infuriano le polemiche sollevate dal Movimento Cinque Stelle, con i giornalisti sguinzagliati a caccia di tweet e post compromettenti su Facebook. Il blog del capo, Beppe Grillo, viene scandagliato con attenzione maniacale e vigilanza democratica elevatissima. Nei talk show non si parla d’altro. L’ultima “barbarie” è stata quella di Rocco Casalino, che ha chiesto alla Bignardi: cosa si prova ad essere la nuora del mandante di un assassino? Una ripicca per la domanda fatta dalla Bignardi al grillino Di Battista, reo di avere un padre fascista. Casalino alza il tiro insomma, e lo bacchetta ironicamente Mario Adinolfi, ex deputato del Pd: “Se c’è un tabù che non può essere toccato in Italia è il sistema di potere Adriano Sofri-Daria Bignardi-Luca Sofri. Dite male di chi volete, in Italia la maldicenza è sport nazionale, ma non azzardatevi a toccare quel triangolo. Ve ne verrà solo male”.

Adriano Sofri, che danni scrive su Il Foglio, ha affidato proprio al quotidiano di Giuliano Ferrara la sua risposta: “Un esponente dei 5 Stelle ha chiesto a Daria Bignardi che cosa si provi a essere la moglie del figlio di un assassino. Ha trascurato, come molti, un dettaglio: che io non sono né assassino né, soprattutto, mandante di assassinio. Però lui e molti possono dirlo, se fa loro piacere, perché una sentenza li autorizza. Posso riferire a quel giovane uomo così umanamente interessato ai sentimenti altrui come sia essere il suocero della moglie del figlio di un assassino: molto bello”.