Adozioni da parte degli omosessuali: c’è chi dice no

da Carmen Stefania Venezia.

La famiglia intesa tradizionalmente è l’unione fra un uomo ed una donna, una comunione di vita non solo spirituale ma anche materiale che può dar luogo a prole. Nessuno proibisce né proibirà mai – per lo meno in una società civile – ad una coppia formata da individui dello stesso sesso di vivere insieme, svolgere vita comune, comportarsi da coppia di fatto sul piano sociale. È opportuno ricordare come, per ottenere un embrione, ossia la prima cellula di un organismo umano, da che mondo è mondo, servono un ovulo (cellula femminile) ed uno spermatozoo ( cellula maschile) per cui le conclusioni in tema di coppie omosessuali che pretendono di avere il diritto di adottare figli o addirittura di averne di “propri” (che realmente propri non saranno mai per ovvi ostacoli tecnici) con le più avanzate tecniche di fecondazione artificiale, verranno da sé. Lungi dall’alimentare ogni recondita forma di razzismo nei confronti degli omosessuali: non è affar di nessuno l’orientamento sessuale di un individuo. Diventa però problema di interesse comune la richiesta di adottare dei bambini da parte delle suddette coppie. E va bene che il bambino disporrà di tutto l’amore di questo mondo; e va bene che ci sono bambini che in coppie etero si trovano a dover vivere circostanze traumatiche e vari altri problemi; e va bene pure che è accertato scientificamente che non vi sono ripercussioni sulla vita del bambino allevato in una coppia gay. Ma a chi grideranno “papà”, a chi “mamma” questi fantomatici figli di questi fantomatici genitori che formano coppie omosessuali?