Addio a Shirley Temple, “riccioli d’oro” del cinema americano e ambasciatrice oltre il Muro

La notizia viene diffusa dai suoi familiari, che le sono stati accanto negli ulti giorni: Shirley Temple non c’è più. L’attrice si è spenta a 85 anni a Woodside, in California, per cause naturali. Una presenza discreta, la sua nello show-business, che contrariamente alla moda divistica in voga in questi anni, non ha mai dato scandalo. Uno dei miti della Hollywood in bianco e nero, entrata a passi di tip tap nell’immaginario collettivo cinematografico, per quella sua eterna smorfia birichina. Per quel suo sorriso smaliziato. Per quei boccoli biondi che le incorniciavano il visetto paffuto e impertinente, e che avrebbero indotto i cultori dei suoi film a ribattezzarla proprio “Riccioli d’oro”. Per quel suo accigliarsi malinconico che ha divertito, commosso e incuriosito generazioni di americani prima, di appassionati cinefili di tutto il mondo, poi.

Una maschera dolce e accattivante, la sua, in virtù della quale il pubblico di mezzo mondo, nei lunghi decenni successivi al suo ritiro dal set, ha operato quasi una memoria selettiva che ha cancellato le immagini di Shirley Temple adulta, al debutto nella sua carriera politica, intrapresa alla fine degli anni Quaranta. Anni in cui i fotogrammi di quel faccino accigliato, da monella imbronciata e sorridente, hanno abdicato a quello sguardo diplomatico, a quella postura ingessata in castigati tailleur, che le cronache di quegli anni ci hanno consegnato, con l’attrice ormai lontana dal set, alle prese con il suo ruolo di ambasciatrice

Delegata degli Stati Uniti all’Assemblea Generale dell’Onu nel 1969, la Temple è diventata ambasciatrice Usa in Ghana nel 1974, per assumere solo due anni dopo il ruolo di capo del protocollo alla Casa Bianca, nominata dal presidente Gerald Ford. Lei, espressione di quell’America ingenua e pudica, avrebbe portato nel mondo il suo rassicurante sorriso e l’impegno di un’amministrazione repubblicana fermamente tradizionalista. L’ultimo suo incarico è stato quello di ambasciatrice Usa in Cecoslovacchia tra il 1989 e il 1992. Un impegno, il suo, sempre discreto e operativo. Del resto, anche quando era una diva in erba di Hollywood non ha mai suscitato clamore. Semmai ha destato scompiglio tra i suoi adulti colleghi…

Nata il 23 aprile del 1928 a Santa Monica, la Temple esordisce sul set ad appena sei anni, frutto dell’impegno maturato alle lezioni di ballo, e di un talento naturale che le regala subito l’epiteto di “bambina prodigio”: Così nel 1932, il debutto sullo schermo con un cortometraggio di una serie per bambini Our gang rivela subito le caratteristiche del suo personaggio. Da quel momento in poi, sullo schermo Shirley Temple affiancherà divi del calibro di Clark Gable, Bing Crosby, Carole Lombard, Robert Taylor, Gary Cooper e Joan Crawford: pietre miliari della storia del cinema che hanno dovuto contendersi la scena e l’amore degli spettatori con una irresistibile enfant prodige. E non è un caso se in quegli anni un grande attore come Gary Cooper andava dichiarando tutto il risentimento nel lavorare con cani e bambini, innati talentuosi.

E di talento la Temple ne aveva da vendere, tanto da aver girato prima ancora di compiere i dodici anni già una quarantina di pellicole, molte delle quali, da Riccioli d’oro a Shirley Aviatrice, da La reginetta dei monelli a Zoccoletti olandesi, strepitosi successi. Successi che, si disse all’epoca, contribuirono al salvare la Twenty Century Fox dal fallimento rischiato in seguito alla Grande depressione.

E non è tutto: nel 1935, a soli sei anni, la piccola star si aggiudicò l’Oscar giovanile, il primo nella storia degli Academy Awards. Il primo di una lunga serie di riconoscimenti, conseguiti al cinema come in politica, che hanno fatto di Shirley Temple una delle protagoniste del Novecento americano.