Un ministro marocchino: «Ruby era maggiorenne all’epoca dei fatti». Salta la condanna di Berlusconi?

Nel febbraio del 2010, “Ruby era maggiorenne”. È quanto si legge sul sito nordafricano Akhbarona, che ha ripreso in parte un’intervista a Mohamed Mobdii, ministro della funzione pubblica del Marocco, all’epoca dei fatti parlamentare della circoscrizione di Al Fakih Bensalih. «Il ministro Mubii conferma l’innocenza di Berlusconi nel caso di Ruby. Non era minorenne», è il titolo della notizia. «Il ministro della Funzione Pubblica, Mohammed Mudii, afferma che è stato proprio lui a firmare l’atto di nascita di Karima Al mahrough, conosciuta come Ruby, nel 1992, quando era presidente della circoscrizione di Al Fakih Bensalih», si legge nel sito arabo. «In un intervista col quotidiano Al Akhbar, il ministro ha ribadito che Karima El Mahroug non era minorenne al momento dello scandalo di prostituzione minorile che vede coinvolto l’ex primo ministro Berlusconi, perché Ruby era nata nel 1992».

Una notizia che darebbe ragione ai legali di Berlusconi, che è stato condannato condannato in primo grado a 7 anni per concussione e prostituzione minorile. Secondo la difesa non c’era alcuna prova che il Cavaliere abbia fatto sesso con Ruby e che lui sapesse che era minorenne, perché «tutti erano convinti che si trattasse di persona maggiorenne». Una sentenza secondo gli avvocati Longo e Ghedini, basata su un’«acrobatica argomentazione giuridica», su «fallace lettura delle normative», contraddistinta da «ansia pervicacemente accusatoria» da parte dei giudici i quali avrebbero usato «il proprio personale convincimento, e cioè il sospetto e l’illazione, per trasformarlo in prova» attraverso una ricostruzione che è «totalmente fallace» Una conferma che adesso giunge perfino dalle autorità marocchine. «Abbiamo subito i “sorrisetti ” e l’ironia della sinistra sulle affermazioni di Berlusconi circa la maggiore età dichiarata da Ruby, peraltro irrilevante avendo la stessa ripetutamente confessato di non avere mai avuto rapporti sessuali con Berlusconi». Lo dichiara la senatrice di Forza Italia Elisabetta Alberti Casellati che aggiunge: «Oggi non leggo a fronte delle dichiarazioni significative del ministro della Funzione Pubblica del Marocco, le scuse di chicchessia».