Tornano i comunisti, li guida il solito Marco Rizzo. E il Cavaliere ringrazia ancora…

Nostalgia canaglia. Tornano i comunisti duri e puri. Parola di Marco Rizzo che tenta un grande balzo all’indietro tornando a issare la bandiera «rosso vivo», come lui la definisce. (Ri)nasce il Partito  comunista al termine del congresso romano all’auditorium di via Frentani a Roma. Berlusconi ringrazia del regalo dal più profondo del cuore. Aveva ragione lui, allora, anche quando tutti lo deridevano a sentirlo evocare il “pericolo rosso”. Ora ha la prova povata, la conferma di sempre. I comunisti esistono eccome, hanno un leader e un programma bene illustrato da Rizzo, già segretario dei Comunisti Sinistra Popolare, già parlamentare europeo e noto per aver rotto in passato con Rifondazione, cossuttiani, Diliberto e altri illustri compagni. Un single del comunismo doc. Che illustra il programma dei suoi: «L’obiettivo è l’uscita dall’Unione europea e dall’euro», dice al Corriere della Sera. «Si può prevedere la nazionalizzazione e l’esproprio delle banche e delle grandi aziende, che dovrebbero essere affidate alla gestione dei lavoratori». Alleanze? Macché… In una visione rigidamente marxista-leninista non poco spazio per alleanze….«Non siamo per il fucsia di Ferrero o Bertinotti, noi siamo rosso vivo». A chi gli ricorda che il comunismo ha fallito, Rizzo non presta ascolto. Niente affatto. «Non è fallito il socialismo, ma la sua revisione». Musica per le orecchie del Cav… che sfregandosi le mani penserà «Marco Rizzo grazie di esistere»… Finché c’è Rizzo c’è speranza. Era proprio lui infatti pochi mesi fa, in un uggioso sabato novembrino, a Cavriago in provincia di Reggio Emilia a celebrare il 96esimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre tra bandiere rosse, drappi rossi, pugni chiusi, falce e martello e picchettaggio ai piedi della statua di Lenin, regalata al comune emiliano dai compagni russi negli anni migliori dell’Unione Sovietica. Molti anziani, qualche bambino, discorsi sulla lotta di classe e sul capitalismo da abbattere. È la prova provata. Non c’è dubbio, sono proprio comunisti!