Terra dei Fuochi, al Colle le mamme dei bimbi morti di tumore. Ma la Lega in aula attacca il sud e passa al turpiloquio

È un incidente più grave di come sembri la parolaccia “sfuggita” al legista Roberto Caon durante la discussione alla Camera sul decreto per l’emergenza ambientale, sulla Terra dei Fuochi e l’Ilva. «Al Nord ne abbiamo i c…i pieni!», ha detto il deputato del Carroccio, guadagnandosi il richiamo del presidente di turno Roberto Giachetti, che per quattro volte ha dovuto chiedere che gli venisse spento il microfono prima che l’ordine fosse eseguito. Di grave non c’è solo e tanto la mancanza di rispetto istituzionale: non è la prima volta e non sarà l’ultima che le Camere sono teatro di espressioni fuori luogo. C’è, invece, che ad assistere al comportamento non esattamente edificante del deputato c’era anche una nutrita scolaresca romana, alla quale sono arrivate le scuse di Giachetti, ma che certo tornerà a casa con un’idea del Parlamento che non è quella che ci si augurerebbe. C’è, soprattutto, che mentre alla Camera Caon metteva a parte colleghi e giovanissimi dello stato d’animo del Nord, al Quirinale c’era chi metteva a parte il presidente della Repubblica e il Paese del proprio di stato d’animo per una vicenda che si consuma sulla pelle delle persone almeno quanto sulle economie locali. Mentre Caon esternava, Giorgio Napolitano riceveva le mamme dei bambini di quelle zone morti di tumore ed è stato un po’ come se il leghista dicesse che al Nord ne hanno «i c…i pieni» anche di loro. «Mi deve promettere che non ci abbandona», ha detto una delle donne a Napolitano, mentre un’altra ricordava che «abbiamo altri bambini che vogliamo far crescere. Gli chiediamo di fare tutto quello che è nelle sue facoltà». «Una tutela alla vita, questo gli stiamo chiedendo», ha aggiunto un’altra delle signore, che al Colle erano accompagnate dal parroco di Caivano, don Maurizio Patricello. «Il decreto è una buona cosa, ma è nato piccino piccino. E anche noi come comitato abbiamo messo insieme una quindicina di emendamenti. Ma abbiamo paura delle cose straordinarie, vogliamo che le cose procedano in modo ordinario», ha detto il prete simbolo della volontà di riscatto della Terra dei Fuochi, ricordando che quello della Campania è «un dramma italiano». Intanto, alla Camera, altri leghisti rincaravano la dose, trasformando la discussione in quello che è parso uno spot elettorale in vista delle europee. Uno spot con i toni e gli argomenti del leghismo più becero. Un solo altro esempio fra tutti: per Paolo Grimoldi i fondi destinati al risanamento sarebbero il «solito assistenzialismo nei confronti del Sud» e «una vergogna inaccettabile» realizzata a discapito del Nord.